Il Pavia è pronto alla ripresa
PAVIA. L'astinenza forzata dalle gare, allungata ulteriormente visto il rinvio della gara di domenica, non sarà un problema per il Pavia. Anzi, un po' di sosta in più potrebbe anche far bene, soprattutto dal punto di vista fisico-atletico. E' il parere di Arturo Gerosa, preparatore atletico e allenatore in seconda del Pavia. Nel frattempo la squadra ha ricominciato ad allenarsi sul Mascherpa, il campo in sintetico realizzato l'anno scorso dalla società. E Gerosa giudica in maniera molto positiva la proposta del club di trasformare anche il terreno del Fortunati in sintetico. Anche perché, a prescindere dall'evento eccezionale della settimana scorsa (con la nevicata e le temperature polari), c'è il problema della condizione dei campi di gioco durante tutto il periodo invernale, che mette a rischio la salute dei giocatori. Problema superato proprio dai terreni sintetici - spiega Gerosa - in particolare di ultima generazione.
«Spesso si sente dire che una sosta invernale di due settimane è troppo lunga - dice Gerosa - io non sono per niente d'accordo. Noi abbiamo fatto una settimana intera di stop, e credo che non possa che fare bene, anche dal punto di vista mentale. Le altre le abbiamo utilizzate per mettere a punto alcune cose. I test che abbiamo fatto prima della sosta avevano mostrato una sitazione generale complessivamente buona, a parte qualche acciacco. Stefanini, fermo da parecchio, l'ho trovato addirittura meglio del previsto, mentre chi ha giocato sempre sta bene, senza grandi problemi».
Il problema, semmai, è stata l'ultima settimana, nella quale a causa della neve si è dovuto cambiare programma. «Diciamo che ci siamo adatti alle condizioni meteo - dice il preparatore atletico azzurro - è stata però una preparazione anomala: mercoledi erano previsti due allenamenti e non ne abbiamo fatto nemmeno uno, per il resto ci siamo dovuti allenare in palestra e sui campi da calcetto, e magari quelle superfici possono far sorgere qualche fastidio. Ora però la squadra ha bisogno di giocare, perché poi a un certo punto l'allenamento va finalizzato alla gara, al momento agonistico».
Ma, a proposito di terreni sintetici del calcetto, niente a che vedere con il campo del Mascherpa. «Già domenica, dopo il rinvio, siamo andati ad allenarci li - racconta Gerosa - il campo era perfetto. E' per questo che credo che la scelta della società di proporre il sintetico anche per il Fortunati sia una grande idea. Anzi, è strano che di campi in sintetico ce ne siano al sud e non al nord, con il clima che c'è. E' vero che i primi sintetici davano problemi: avevano l'erba molto corta, erano molto duri e potevano davvero provocare problemi ai calciatori, ma quelli di ultima generazione, più morbidi, sono ottimi. C'è qualche differenza nel rimbalzo della palla rispetto all'erba naturale, ma per muscoli, ossa e tendini non c'è alcuna sollecitazione». E il discorso ha ancora più senso dopo il rinvio per ghiaccio. E' giusto far giocare con climi cosi rigidi e su terreni pesanti? «Campi con un terreno instabile per freddo, ghiaccio, fango - spiega il preparatore atletico - costringono il calciatore ad tentare di adattarsi a questa instabilità e questo è sicuramente fonte di problemi».