Giappone, dopo Toyota tremano altri colossi

TOKYO.Sony e Toshiba scricchiolano e, a causa della crisi economica, del calo dell'export e del rafforzamento dello yen, si avviano a chiudere l'esercizio 2008-2009 in rosso. Dopo Toyota, il leader mondiale dell'auto, altri colossi della Corporate Japan si apprestano a rivedere drasticamente i conti di bilancio e ad annunciare pesanti perdite operative. Per Sony (-9% quasi il crollo dei titoli in Borsa), le stime anticipate dal quotidiano economico Nikkei (e non smentite dalla compagnia) parlano di un disavanzo gestionale di 100 miliardi di yen (830 milioni di euro), il primo in 14 anni a questa parte. Toshiba (giù al Tse di oltre l8%) dovrebbe invece chiudere l'esercizio al 31 marzo con una perdita operativa di gruppo di circa 200 miliardi di yen (la prima in sette anni), scontando l'andamento negativo della divisione semiconduttori, mentre anche le attività dei laptop - finora in grande spolvero - sono attese in brusca frenata. Quello che sembra profilarsi, quindi, è una sorta di crisi sistemica quasi ad appannare il modello'nipponico' che potrebbe avere pesanti strascichi nel prossimo esercizio fiscale, il 2009-2010, tanto da richiedere altre misure di ristrutturazione. Sony, infatti, che ha da poco annunciato il taglio di 16mila posti di lavoro (di cui 8.000 regolari, il 4% del totale) potrebbe secondo gli analisti annunciare altre drastiche misure, agendo su taglio e riordino della produzione. I titoli hi-tech dell'elettronica, fiore all'occhiello del Sol Levante, hanno avuto forti ribassi in Borsa sulla convinzione che altre cattive notizie possano giungere a breve: Sharp ha perso il 9,19%), Panasonic il 7,81%), Canon il 7,19% (commenti negativi sulle vendite espressi dal presidente Tsuneji Uchida fanno ipotizzare risultati deludenti anche per il maggior produttore mondiale di fotocamere digitali) e Casio il 7,07 per cento.