La protesta dei sindaci «Roma privilegiata»
ROMA.Domenica era stato il sindaco di Torino, Chiamparino ad aprire le ostilità contro la norma, approvata nei giorni scorsi in commissione bilancio della Camera, che esenta il comune di Roma dal rispettare per due anni il patto di stabilità. Poi sono stati i sindaci di Bologna, Cofferati, di Firenze, Domenici, e il governatore del Veneto Galan a protestare contro l'emendamento. «Chiamparino e Domenici hanno ragione: non possono esistere norme che differenziano i Comuni tra di loro - ha affermato Cofferati - Peraltro il 70% degli investimenti in infrastrutture proviene dagli enti locali». Rincara la dose il presidente del Veneto, Giancarlo Galan, che ha detto di andare «più volentieri a Bruxelles che a Roma, Comune che tra l'altro per due anni potrà non rispettare il patto di stabilità per realizzare la metropolitana». Per Galan, la sospensione del rispetto del patto di stabilità per il Comune di Roma è un «privilegio» nel senso negativo del termine. «E' scandaloso - aveva detto il sindaco di Torino - dopo aver regalato a Roma 500 milioni senza essere mai riusciti a dimostrarne l'esigenza reale, si consente alla capitale di investire senza vincoli per altri due anni». A tutti, risponde il primo cittadino di Roma, Alemanno: «Non c'è nessun esonero dai Patti di stabilità non è stato fatto nessun regalo al Comune di Roma. L'emendamento era indispensabile per completare il quadro normativo stabilito dal nuovo status di Roma Capitale».