«Stiamo attenti, questo è razzismo»


MILANO«I vizi capitali sono sette ma bisognerebbe aggiungere l'ottavo: l'indifferenza. Sta crescendo il razzismo mentre la cultura dell'accoglienza fa difficoltà a farsi sentire. Questa nostra epoca ha bisogno di umanità e non di tasse per gli immigrati. E la legge Bossi-Fini fa acqua da tutte le parti. E' una vergogna».
Don Andrea Gallo parla con la sua solita voce agitata, si indigna ma non abbassa la speranza. Nella sua Comunità, a Genova, incontra centinaia di immigrati ed extracomunitari che ogni giorno chiedono aiuto.
Don Gallo, l'emendamento non è passato ma la Lega insiste. L'Italia sta diventando davvero un Paese razzista?
«La Lega cavalca idee e sentimenti che non possiamo nascondere. Esistono. La cosa preoccupante è che portano a spaccature sociali gravissime. Ma le comunità, come la mia, il mondo dell'associazionismo e del volontariato resistono dando prova che il Bene può vincere sul Male. Non è un discorso di fede ma di umanità da rispettare. Certi limiti sono stati superati, ed è preoccupante. La Lega di Umberto Bossi attacca spesso il cardinale Tettamanzi. Le parole non sembrano trovare unione d'intenti ma creano scontri e offese. Ricordo un dialogo avuto tanti anni fa con Fabrizio De André, discutevamo proprio di razzismo e lui mi riportò al caso di Albert Einstein, ebreo, a cui fu fatta questa domanda: 'Di che razza sei?". E Einstein rispose: 'Razza umana»". Adesso, dopo anni e anni, ci ritroviamo ancora a parlare di razze. Possibile che non sia cambiato nulla?».
Lei parla della cultura dell'accoglienza e di razzismo. Ma molti giovani credono nel volontariato.
«Si, certo. Ci sono anche piccole realtà locali che fanno tanto. Nella mia comunità ogni giovedi sera si cena e si parla. Arrivano in 50 o 60 e chiedono cibo caldo. Ma non sono solo immigrati ed extracomunitari a bussare. Ultimamente, circa la metà, sono italiani. La povertà aumenta e non solo quella che non ti fa arrivare alla fine del mese, parlo della miseria dei valori. Mi sto accorgendo che noi, e mi riferisco alle varie realtà italiane che s'impegnano nella solidarità, non abbiamo costruito qualcosa che regga».
In che senso?
«Non siamo ancora riusciti a rafforzare una cultura che strutturalmente agisca nel sociale. Facciamo tanta solidarietà assistenziale ma le istituzioni, il governo, i politici, che fanno? Che leggi fanno? Quali soluzioni trovano per migliorare civilmente il nostro Paese? Sono amareggiato ma non mi arrendo. A ottant'anni suonati continuo il mio cammino».

Roberta Rizzo