Obama promette: con me mai più tortura

D a una parte: ideali nonché rispetto della Convenzione di Ginevra e nessuna forma di tortura. Dall'altra: azione diplomatica con l'Iran. La svolta nella politica estera Usa parte da queste due parole d'ordine, con cui il presidente eletto Obama si smarca dall'amministrazione Bush.
«Durante tutta la campagna e durante la transizione l'ho detto con chiarezza: sotto la mia amministrazione gli Stati Uniti non tortureranno e si adegueranno alla convenzione di Ginevra che sosterrà i nostri valori e ideali più alti». L'annuncio di Barack Obama è arrivato ieri, a pochi giorni dall'insediamento ufficiale, nella conferenza stampa in cui ha presentato il nuovo direttore della Cia, Leon Panetta (ex capo dello staff della Casa Bianca di Bill Clinton), nonchè la nomina dell'ammiraglio in pensione Dennis Blair a Direttore nazionale dell'intelligence, una struttura preposta a coordinare le 16 agenzie di spionaggio Usa creata nel 2004 quando fu chiaro che dietro l'incapacità di impedire gli attacchi dell'11 settembre c'era stata la scarsa comunicazione tra i vari servizi segreti.
Obama ha anche annunciato la nomina di John Brennan, ex dirigente della Cia, come vice Consigliere per la sicurezza nazionale e responsabile dell'antiterrorismo alla Casa Bianca. «Siamo di fronte a un mondo di sfide non convenzionali - ha detto ricordando soprattutto la minaccia terroristica - Buone informazioni d'intelligence non sono un lusso, sono una necessità».
Panetta guiderà l'agenzia di intelligence in un momento delicatissimo, in cui è al centro degli scandali per i trasferimenti illegali di sospettati di terrorismo ed è accusata di aver fatto ricorso alla tortura nell'interrogare presunti terroristi. Il Pentagono invece in questi anni è finito nel mirino con l'accusa di non rispettare la Convenzione di Ginevra sui prigionieri di guerra. Obama ha detto che manterrà la promessa di portare avanti una guerra al terrorismo che tenga conto «dei valori e degli ideali americani», che si conformerà alla Convenzione di Ginevra e non permetterà abusi durante gli interrogatori. In questo senso, ha aggiunto, ha già dato istruzioni agli uomini che ha scelto per guidare le agenzie di intelligence.
Nella stessa conferenza stampa, il presidente eletto ha annunciato anche un'apertura verso l'Iran. «L'ho detto in passato che l'Iran è un'autentica minaccia per la sicurezza degli Stati Uniti - ha affermato - Ma ho anche detto che dovremmo avere la volontà di dare il via alla diplomazia come meccanismo per ottenere i nostri obiettivi in materia di sicurezza nazionale. La mia squadra della sicurezza, credo, riflette questo approccio pragmatico alla politica estera».
Intanto secondo il quotidiano britannico Guardian gli uomini del neo-eletto presidente Usa sarebbero anche pronti a metter fine alla «dottrina Bush» che puntava ad isolare Hamas, e ad avviare contatti con il movimento islamico che governa Gaza. Insomma a Washington ci sarebbe ormai la convinzione che l'ostracismo completo contro Hamas sia stato controproducente. (m.v.)