Tortona, nella casa di Max il gospel dei Joy Singers
TORTONA.Anche in queste feste Massimiliano Ferrauto non è rimasto solo. Sono trascorsi ormai 16 anni da quando il ragazzo, oggi 36enne, è entrato in coma in seguito a un gravissimo incidente stradale e il sedicesimo Natale festeggiato in queste condizioni ha comunque avuto momenti toccanti.
Una signora di nome Michela, di Borgo Priolo, ha scritto ai suoi amici di non farsi reciprocamente regali, ma di mettere le somme a disposizione per Massimiliano e la sua famiglia, e tale somma è stata donata per Natale. Allo stesso modo gli studenti della quarta B della scuola elementare di Castelnuovo Scrivia, il circolo culturale «Donne e più» di Molino dei Torti, i dipendenti dei magazzini generali dell'interporto di Arquata Scrivia, vari amici hanno provveduto a fare avere le proprie donazioni a Massimiliano, offrendo il loro sostegno per una persona che vive con una pensione di 700 euro e assistito continuamente dai familiari e da personale qualificato che risulta molto oneroso.
«Fortunatamente la cooperativa manda sempre la medesima persona, che si è dimostrata molto brava ed affezionata», commenta la mamma di Massimiliano.
«Per assisterlo occorrono tre ore di lavoro al giorno come minimo, per curarlo bene servono prodotti medici di qualità per l'igiene, periodicamente occorrono clisteri, effettuati da mano esperta, gli aggiornamenti delle macchine che consentono di migliorare la qualità di vita, senza contare le visite alle Molinette a Torino, il mantenimento costante della temperatura della camera».
Altre iniziative benefiche che hanno fornito il necessario sostegno a Massimiliano sono arrivate ad esempio dai cantanti dei Joy Singers Choir.
I componenti del coro gospel dopo il concerto al teatro Civico si sono recati a casa di MAssimliano a pregare, cantando attorno al suo letto. Sono stati momenti di grande commozione e partecipazione da parte dei familiari, degli amici e delle tante persone che vogliono bene a Max ed ai suoi: «La porta è sempre aperta, venite a trovarlo», invita commossa la mamma.
Stefano Brocchetti