Pieve del Cairo, appello per ridurre i costi della caccia

PIEVE DEL CAIRO.Parte dalla Lomellina l'istanza indirizzata al ministro delle Attività Agricole perché anche il mondo della caccia si adegui alla situazione di crisi economica che sta riducendo il numero di cacciatori su tutto il territorio nazionale. E' stata redatta e trasmessa alla direzione dell'associazione venatoria ed ambientalistica Cst (Caccia Sviluppo Territorio, aderente alla Confavi) dal dirigente nazionale Gaetano Lacerenza che rappresenta in Lomellina un sodalizio che raccoglie oltre cinquecento associati sull'intero bacino. Lacerenza ha chiesto la diminuzione di tutte le tasse di concessione governativa sui vari terreni, demaniali e no, destinati all'esercizio venatorio e una riduzione dei costi di iscrizione e di licenza alla caccia per ogni singolo cacciatore. 'Si tratta - dice Lacerenza - di una richiesta che accoglie le aspettative dei cacciatori iscritti a tutte le associazioni venatorie. I tempi sono duri per ogni famiglia e il calo che annualmente si registra tra gli appassionati che non rinnovano la licenza venatoria dimostra che lo sport della caccia sta evidenziando problemi che altre attività sportive, ambientalistiche e del tempo libero non registrano. E' la dimostrazione che occorre trovare nuove agevolazioni se vogliamo confermarci come sport popolare".
Lacerenza aggiunge: 'La direzione nazionale di Cst ha inviato le mie richieste al presidente del Consiglio dei Ministri e ai presidenti delle Regioni. Da parte mia, ho poi avanzato un'altra richiesta: che non venga fatta pagare l'iscrizione all'Ambito Territoriale della Caccia (Atc) o al Comprensorio Alpino ai cacciatori con più di 60 anni" Chi ha invece meno di 60 anni, per poter aderire all'Atc, dovrà versare un quota comunque non superiore ai 10 euro. Il Governo e le Regioni devono capire che la crisi della caccia in Italia determina anche la chiusura di tante aziende legate al settore, la difficoltà gestionale di diverse strutture organizzate, la riduzione di commesse d'ordine in fabbriche di armi e munizioni da caccia ed alla chiusura di storici negozi ed armerie". (p.c.)