La Dakar nel Sahara, vince la polvere

SAN PAOLO.Una Dakar all'insegna della polvere, con la Mitsubishi, eterna vincitrice tra le sabbie del Sahara, in difficoltà con le nuove Lancer, lo squadrone Volkswagen che stavolta sembra in grado di farcela a vincere la sua prima edizione della corsa, e la Bmw del principe arabo Al Attiyah come brillante outsider.
Con l'arrivo a Mendoza si è concluso ieri il primo terzo del rally più duro del mondo nella nuova versione sudamericana. La quinta prova speciale, sulle nere dune vulcaniche del bacino di Nihuil, ha riscattato in parte la delusione delle prime tappe, unanimemente giudicate dai concorrenti «poco interessanti e poco tecniche». La traversata della pampa (Buenos Aires-Santa Rosa-Puerto Madryn-Engeniero Jacobacci) non è piaciuta granché a nessuno: in molti tratti auto, camion e moto correvano su un'unica pista sterrata, sollevando un polverone infernale che ha provocato molti incidenti e rotture, specie tra le due ruote. Al Attiyah, che guida la classifica provvisoria, ha raccontato di aver sbattuto contro un albero senza vedere nulla perché si è ritrovato dietro a due moto. Finora, in un'unica prova speciale (Jacobacci) i concorrenti hanno potuto fare fuoristrada vero, scegliere cioè la rotta senza essere incanalati su sentieri e stradine uguali per tutti. Nel resto della Dakar, solo in due tappe in Cile, nella zona del deserto di Atacama, i piloti affronteranno di nuovo un tracciato senza percorso obbligato.
Intanto nella categoria moto ha vinto il francese Cyril Despres. Il leader della corsa, lo spagnolo Marc Coma, è arrivato secondo a 2'09", terzo il connazionale Jordi Viladoms, a 5'15". In classifica, al comando resta Coma davanti allo statunitense Jonah Street.