Droga, in 21 sotto accusa
TORREVECCHIA PIA. Ventuno imputati, numerose località del Pavese toccate dal giro e centinaia di telefonate intercettate dai carabinieri. Sono alcuni dei dettagli della maxi-inchiesta per droga avviata nel 2005 e che ora è sul punto di approdare in Tribunale. Il giudice Stefano Tarantola deciderà giovedi, 15 gennaio, sul rinvio a giudizio e sul possibile accoglimento delle istanze di patteggiamento presentate dai legali di alcuni imputati. Hanno un'età compresa tra i 25 e i 35 anni e quasi tutti devono rispondere di spaccio di stupefacenti, in particolare marijuana e cocaina.
L'indagine, condotta dai carabinieri, si è conclusa nel gennaio 2006: a distanza di due anni il giudice si pronuncerà sulla responsabilità degli imputati e deciderà le eventuali pene.
Il processo potrebbe aprirsi per Massimo Tedeschi, 35 anni di Magherno (difeso dall'avvocato Fabrizio Gnocchi di Pavia), Carmine Barbato, 33 anni di Vidigulfo (avvocato Federica Ramaioli), Andrea Meola, 36 anni di Ceranova (legale Pietro Di Marco Pizzongolo), Alessandro Parzanese, 29 anni di Melegnano (l'avvocato è Cristina Gabetta di Pavia), Eros Zizzari, 32 anni, e Mirko Zizzari, 26 anni, entrambi di Valera Fratta (avvocato Massimo Marmonti), Marco Valente, 47 anni di Torre D'Arese, Paolo Salerno, 44 anni di Pieve Emanuele, Luigi Parzanese, 39 anni di Melegnano, Marco Fogazzi, 29 anni di Landriano, Vittorio Picca, 35 anni di Rozzano, Guglielmo Ricciardelli, 33 anni di Rozzano, Claudio Spillone, 30 anni di Opera, Gavino Deriu, 43 anni di Torrevecchia Pia, Roberto Roversi, 48 anni di Ferno, Giovanna Maria Puglisi, 33 anni di Bareggio, Cristian Rizzini, 33 anni di Torrevecchia, Corrado Barcellesi, 32 anni di Vidigulfo, Dario Meazza, 25 anni di Torrevecchia, Yosephine Tilenni, 27 anni di Locate Triulzi, Marco Grecchi, 31 anni di Torrevecchia Pia.
Lardirago, Landriano, Vidigulfo, Bornasco, Torrevecchia Pia, e alcune località dell'hinterland milanese, come Opera e Rozzano, sarebbero stati, secondo le indagini, i luoghi scelti dagli imputati per l'acquisto e la cessione della droga. Secondo gli inquirenti cocaina e marijuana veniva fornite principalmente da stranieri, rimasti ignoti, e poi rivendute da distributori più piccoli. Decine i consumatori, tutti molti giovani, segnalati alle autorità. Sempre secondo quanto emerso dalle indagini, i contatti avvenivano principalmente per telefono. Dalle intercettazioni è emerso l'utilizzo di un codice di linguaggio comune, attraverso cui avvenivano le ordinazioni dei quantitativi e stabilivano i prezzi.
Alcuni degli imputati avrebbero perfino svolto attività di intermediazione, adoperandosi per mettere in contatto consumatori e fornitori e farne conoscere di nuovi. Barbato, Salerno, Zizzari, Valente, Grecchi e Roversi hanno anche diversi precedenti penali per gli stessi reati. Una condizione che potrebbe ora pesare nella decisione del giudice Tarantola. (m. fio.)