Gelo all'Oasi, anche i volatili a rischio

SANT'ALESSIO.Si teme per le spatole rosa, per gli ibis scarlatti e per altre specie ancora che devono venire tenuti sotto costante controllo, riparati dal freddo intenso e dai pericoli che possono provocare le precipitazioni nevose. Sono quattrocento gli animali dell'Oasi che dall'inizio di questa abbondante nevicata sono sotto continuo monitoraggio. Vengono sorvegliate costantemente le voliere. La preoccupazione è che la neve si addensi sulla sommità delle strutture, danneggiandole e quindi mettendo in serio pericolo le specie qui ricoverate. «Dobbiamo scuotere le voliere ogni due ore - spiega Giulio Salamon che gestisce l'Oasi di Sant'Alessio - in modo da eliminare la neve che si accumula e che potrebbe far crollare la struttura. Ieri siamo intervenuti ogni ora e mezza. Controlliamo anche lo stato degli alberi». In previsione della nevicata, in alcune voliere erano già state posizionate delle corde che vengono mosse per far scendere la neve. Per altre strutture vengono utilizzati pali che sono manovrati dall'interno per liberare il tetto delle voliere. Sono una cinquantina le specie che sono state ricoverate al caldo all'inizio della stagione invernale. Colibri, i piccoli dei tucani e dei pappagalli, serpenti, iguane, caimani, ma anche alcune specie di scimmie vengono riparati in serre riscaldate da una caldaia e, in questo periodo di freddo intenso, anche da una stufa a legna. Sono state poi realizzate voliere con zone calde per spatole rose, tucani e pappagalli adulti, ibis scarlatti, cicogne nere e altre specie di scimmie. Non temono certo il freddo i castori, i caprioli e i cavalli Przwalskij, originari della Mongolia, ospiti dal 2005. Il parco riaprirà a febbraio, neve permettendo.
Stefania Prato