Mandria fantasma, esposto in procura
BRALLO. Morire di fame, di freddo, di sete e di abbandono. Una mandria di bovini, composta da 16 vacche da latte e sei vitelli, è condannata ad una morte orribile a Cima Colletta, sopra il Brallo. Quasi certamente gli animali sono già tutti morti, ma se ne sono perse le tracce. Finora il monte ha restituito solo sei carcasse di animali: tre sul finire dell'estate scorsa, tre poco prima di Natale. Uno degli animali, cercando disperatamente dell'acqua da bere, ha fatto una morte orribile. Ora gli attivisti della Lav, la Lega anti vivisezione di Pavia, hanno presentato una denuncia contro ignoti alla Forestale di Varzi. Il reato ipotizzato è quello di «abbandono e maltrattamento di animali». Il fascicolo penale è già giunto alla Procura della Repubblica di Voghera. A trovare ciò che restava degli animali è stato Roberto Bassini, gestore del Rifugio Nassano e guardiacaccia dell'Ambito territoriale 5 di Varzi. «Alla fine dell'estate - racconta Bassini - ho trovato le carcasse di tre vacche da latte, nella zona tra Cima Colletta e Cencerate. Erano morte di sfinimento e stenti.
«Infatti - prosegue Bassini - erano state a tutti gli effetti abbandonate dal proprietario e si aggiravano da sole sui monti da mesi. Tramite la Forestale è stato rintracciato il padrone degli animali, che abita nella zona di Redavalle, ma non ne abbiamo saputo più nulla. A metà dicembre ho trovato altri due bovini morti, a Cima Colletta. Erano sotto la neve, in condizioni di denutrizione spaventose: evidentemente erano morti di fame, di sete e di freddo. Una terza vacca si trovava poco distante: era ormai morente. L'abbiano trovata incastrata in un fosso di scolo dell'acqua, con la schiena spezzata. Forse se l'era rotta cadendo, o nel tentativo di uscire da li. Quasi certamente si era avvicinata al fosso per bere: la sete le è stata fatale. Abbiamo cercato di salvarla; è arrivato anche il veterinario, ma è stato inutile: quel povero animale è morto la mattina dopo. Anche perchè era in condizioni terribili: disidratato dalla sete, denutrito e debilitato. Abbiamo documentato tutto con foto e filmati: materiale che è stato poi allegato alla denuncia presentata alla Forestale di Varzi». E gli altri animali della mandria? «Nessuno li ha più visti da settimane, ma non possono essere ancora vivi. Quassù c'è un metro di neve, e in alcuni punti anche due: trovare qualcosa da mangiare o dell'acqua da bere è impossibile. Non c'è un riparo, di notte la temperatura è di parecchi gradi sottozero. Le carcasse saranno da qualche parte, coperte di neve: le troveremo al disgelo, in qualche crepaccio o su un prato». All'inizio di dicembre, dopo alcune altre segnalazioni di escursionisti, il proprietario della mandria era riuscito a recuperare qualche animale, riportandolo a Redavalle con una sorta di traversata attraverso i monti in stile far-west: ma alcune mucche, già malandate per la fame, non avevano sopportato l'ulteriore fatica ed erano morte poco dopo il rientro nella stalla. In quell'occasione si era mosso anche l'Enpa, l'ente nazionale protezione animali: il proprietario degli animali si era difeso sostenendo che la mandria gli era scappata e che non era più riuscito a recuperarla fino a quel momento. A quanto pare i volontari dell'Enpa avevano trovato nella stalla dei bovini morti vicini a quelli vivi. I veterinari dell'Asl avevano fatto dei prelievi per appurare i motivi dei decessi.