Ue dura, ma per Sarko l'intesa è vicina

ROMA.Si è giunti ad un muro contro muro nello scontro tra gli europei e lo stato d'Israele, con l'Ue che minaccia «seri problemi di sostegno internazionale» (sanzioni?) con cui Israele deve fare i conti se non accetta un cessate-il-fuoco umanitario e Israele che ribadisce il proprio rifiuto di qualsiasii tregua. Ma la Troika dell'Ue (Repubblica ceca, Francia e Svezia, insieme al titolare della diplomazia Ue Javair Solana) continua la sua missione nel Medioriente e sostiene che «qualche segnale positivo c'è, anche se la situazione rimane estremamente difficile».
Lo scambio di battute polemiche c'è stato ieri tra il commissario Ue alle relazioni esterne, Benita Ferrero-Waldner, che accompagna la Troika Ue, e il presidente israeliano Shimon Peres. Alla critica della signora Ferrero-Waldner, «Israele sta facendo a pezzi la sua immagine internazionale», Peres ha replicato: «Non è il momento di curare la nostra immagine, ma di sconfiggere gli estremisti sostenuti dall'Iran». All'Ue sembrano irrealizzabili nell'odierna situazione le condizioni poste dal premier israeliano Ehud per una tregua: «Cessino tutti gli atti di terrorismo, il traffico d'armi da Sinai verso Gaza».
Ma Nicolas Sarkozy, che sta conducendo una propria iniziativa di pace, vanta ancora qualche chance: «Una soluzione è vicina», ha detto ieri il presidente francese dopo i suoi colloqui con rais egiziano Hosni Mubarak, con il presidente palestinese Abu Mazen e con il capo di Stato libanese Michel Suleiman. Nel riferire i contenuti di tale «soluzione» Sarkozy è rimasto tuttavia nel vago dicendo che «semplicemente una delle parti deve far andare le cose nella giusta direzione». Non si sa chi sia «una delle parti», ma non è escluso che il presidente francese abbia ricevuto in questa direzione qualche elemento da parte del siriano Bashar Assad, con il quale ha incontrato ieri.
Nel piano di Sarkozy gioca un ruolo di primo piano l'Egitto. Al Cairo si trovano da ieri due emissari di Hamas, Mohamed Nasr e Emad al-Alami, che si sono visti a lungo con il potente capo dell'Intelligence egiziano Omar Suleiman. Quest'ultimo ha una perfetta conoscenza dei dirigenti di Hamas e a lungo negoziato con loro, anche per conto d'Israele.
Qualcosa si muove intanto al Palazzo di vetro. Il segretario generale dell'Onu Ban Ki-Moon si sta occupando della preparazione di una seduta del Consiglio di sicurezza in presenza del presidente palestinese Abu Mazen.
Un appello in questo senso è stato lanciato ieri durante l'Angelus anche da parte di Benedetto XVI «Dio bendedica - ha detto il pontefice - chi sta cercando una mediazione per Gaza. Basta violenze», ha supplicato il papa. (b.z.)