«L'ho visto a terra in una grande chiazza di sangue»
SANT'ANGELO.«L'ho trovato per terra in tabaccheria, dopo che mia suocera ha chiamato a casa nostra. Cosa vuole che le dica? In questo momento non riusciamo neanche a ragionare. Vogliamo essere lasciati in pace». Giancarlo Frati, è ancora sotto choc. Parla oltre il cancello dell'abitazione che sovrasta la tabaccheria, il luogo in cui ieri notte qualcuno, entrato forse per rubare, ha assassinato il suocero Mario Girati.
«Stiamo cercando di stare vicino a mia suocera, che ovviamente non se la sente di parlare con nessuno - prosegue Frati -. D'altra parte quello che avevamo da dire lo abbiamo già detto ai carabinieri». La famiglia è molto provata, oltre che dal dolore, anche dal clamore provocato dall'omicidio, che ha radunato ieri mattina in piazza Vittorio Emanuele telecamere e microfoni di giornalisti. In paese non si parla d'altro, ma la famiglia, al contrario, si è chiusa nel silenzio. Il genero prova ad articolare qualche parola, prima di chiudere dietro di sè l'uscio di casa.
«Mio suocero era stato da noi - racconta - e non solo perché era Capodanno: lui veniva spesso qui in piazza e poi entrava in tabaccheria a controllare che fosse tutto a posto. A volte si fermava nel locale un po' di più».
Ma ieri notte Mario Girati non è più uscito dalla tabaccheria in cui aveva trascorso tanti anni della sua vita, prima di andare in pensione. «Saranno state le 4 di mattina, più o meno - conclude il genero -. Sono andato a vedere perché la moglie ci ha chiamati. Il resto lo sapete, purtroppo non c'è nient'altro da dire». (m. fio.)