Stradella, un Pgt senza veleni

b STRADELLA./b Stradella è primo Comune della provincia ad adottare il Piano di Governo del Territorio. Il Pgt ovvero la versione riveduta e corretta del vecchio piano regolatore generale o meglio ancora la forma normativa di un nuovo modello di pianificazione territoriale. Comunque lo si definisca lo strumento urbanistico, articolato su tre documenti, il documento di piano, il piano dei servizi e il piano delle regole, è stato approvato dal consiglio comunale prenatalizio dello scorso 23 dicembre. E' passato con il voto favorevole della maggioranza (13 consiglieri) della «Torre Civica» e, aspetto politico non certo da trascurare, con l'astensione di Lega Nord e Forza Italia. Se su un documento cosi basilare l'opposizione non fa barricate significa che a Stradella è davvero in atto da tempo una tregua trasversale sui grandi temi. E c'è chi dice di come, alle spalle di questa lunga tregua amministrativa (con pochi e sporadici strappi), ci sia l'abilità di mediazione politica di Luigi Maggi. L'ex segretario provinciale della Dc da sempre mantiene rapporti sereni con il big indiscusso della Pdl d'Oltrepo e non solo, ovvero Giancarlo Abelli. E forse non è un caso che l'unica vera polemica sollevata sul Pgt sia arrivata da un consigliere comunale uscito polemicamente dalla maggioranza, ovvero Paolo Valle che aveva proposto di rinviare la discussione sul Piano di Governo del Territorio. Valle ha abbandonato la seduta a cui ha preso parte solo per il tempo necessario, ad illustrare la sua proposta. «Quello di Valle è stata l'unica nota stonata in una discussione - ha confermato il sindaco Lombardi - Una seduta costruttiva e razionale che si è sviluppata in consiglio comunale. La minoranza ha tenuto un atteggimento coerente tenendo conto che le indicazioni preliminari del piano, alcuni mesi or sono, erano state approvate all'unanimità».BR Estremamente sintetica la dichiarazione a favore del capogruppo della «Torre Civica», Roberto Provenzano mentre il capogruppo della Lega Nord, Giuseppe Vercesi, ha rilevato «minor impatto di cementificazione rispetto al piano regolatore vigente» ed anche di banchi di Forza Italia, con gli interventi di Pinuccia Rossi Barbieri, Teresio Tavani e Leonardo Vercesi, non sono mancati giudizi, in parte favorevoli ed in parte rinviando la valutazione ad un più accurato esame del voluminoso dossier di piano. In ogni caso unanimi apprezzamenti all'operato dell'autore del piano, Fabrizio Sisti ed alla sua equipe ed è stato l'assessore all'urbanistica e vice sindaco, Antonia Meraldi, ad illustrare la filosofia e l'impostazione del piano. Nove gli ambiti di trasformazione residenziale ovvero dove si potrà costruire, seppur con precise regole, di cui tre già previsti nell'attuale piano regolatore e non attuati. Complessivamente le aree sono: due nel capoluogo tra la ferrovia e la via Nazionale in via Levata, Via Bianchi e via don Camillo Rutta, uno ad est del torrente Versa e a sud della via nazionale in Via Rovati, due nell'area centrale tra ex statale via Emilia e la panoramica e precisamente ad ovest di via Amendola e in fra Via Amendola e via De Amicis, due a monte della panoramica in via Rocca e via Grossi e due nuclei in altrettanti frazioni ovvero Casa Massimini e Casa Berni. Sei gli ambiti di riqualificazione urbanistica da riconvertire ad uso residenziale: il vecchio ospedale, l'area industriale della Robo in via Primo Maggio, l'ex cantina sociale di via Nazionale, l'ex fabbrica Massoni in via Costa, l'attuale fabbrica Massoni in via Di Vittorio ed un insediamento produttivo di via Repubblica. Il tutto in 5 anni: poi il documento di piano scade e quanto non realizzato, dovrà essere riproposto.BR bPierangela Ravizza /b