«Siamo poveri e viviamo cosi»
b VIGEVANO./b «Viviamo qui. Quali altre case possiamo permetterci noi poveri?». Dicono tutto le parole della signora marocchina, amica di Melika El Hariri, la venticinquenne ancora ricoverata al Niguarda con i due figli. «Il padrone di casa - dice - è bravo. Ci fa pagare poco». Il cortile di via Vidari dove sabato mattina è morta Maria Calabrò non ha nemmeno un portone. Si entra da una strettoia, fra le case con i muri esterni scrostati. Le cassette della posta hanno nomi quasi tutti stranieri. C'è ancora qualche italiano, ma si tratta di pensionati. Uno di loro spiega: «Le case come appaiono fuori sono anche dentro». Maria Calabrò nel suo alloggio aveva un bagno senza vasca né doccia. Al piano di sopra viveva una famiglia di quattro persone, quella di Melika, in 30 metri quadri. «Si erano rifatti a loro spese il pavimento - dice una vicina - vivono in questa casa da sei anni».BR Nella Vigevano delle lottizzazioni in periferia, dove dove le villette a schiera si vendono a 250mila euro, l'affitto in una casa non ristrutturata costa da 200 a 250 euro mensili. Ci vivono pensionati ed extracomunitari, come si può capire dalle parabole presenti su ogni balcone. Rimbalzano nei giorni di festa da una casa all'altra i segnali delle emittento arabe e l'odore speziato di kebab e felafel.BR Sul ballatoio intanto un uomo il cui appartamento era confinante con quello di Melika, ieri infilava le scarpe antinfortunistica per andare al lavoro in cantiere. «La mia casa va bene - diceva - ho la stufa e lo scaldabagno è tutto a posto. Forse è un po' piccola. Ma pago pochissimo di affitto».BR Dall'altra parte del balcone una signora spiegava: «E' vero non paghiamo molto il canone, ma dobbiamo farci i lavori noi. Io lo dicevo sempre al padrone di casa, ogni volta che cambiavano gli inquilini che le case andavano messe a posto. Eppure lui non ci sentiva». Ora la situazione è più grave del previsto e il Comune prevede interventi rigorosi. «L'episodio è molto serio. - dice l'assessore ai Servizi sociali Matteo Loria - Le indagini spettano alla procura ma noi non stiamo a guardare. Stamattina è arrivato il proprietario dell'alloggio e ha chiesto l'intervento dei Servizi sociali per trovare una sistemazione alla famiglia che ha la casa inagibile. Ma secondo la legge toccherebbe al proprietario trovare una sistemazione alternativa in casi di questo genere». Intanto però, dice Loria, «abbiamo dato mandato all'ufficio sicurezza per un controllo che tocchi tutte le palazzine dello stabile.». Già ieri mattina i tecnici del Comune avevano dichiarato inagibile l'alloggio, perché è sotto sequestro e quindi non può funzionare l'impianto di riscaldamento.BR bAndrea Ballone /b