Babbo Natale in missione segreta

BR Babbo Natale alza sconsolato la testa e fissa uno dei mille replicanti che hanno le sua fattezze attaccati a uno dei mille balconi di una tranquilla cittadina della provincia nord italiana. Da qualche anno è saltata fuori la moda dei pupazzi-babbo-natale da attaccare penzoloni giù dalle finestre, da impiccare ai comignoli, da appendere in maniera precaria alle facciate delle case e a lui, il Babbo Natale vero, questa faccenda ha sempre dato una certa nausea. Sono cosi brutti questi fantocci troppo magri e privi di espressione che sventolano nel nulla... Ma quest'anno, duemilaottavo dopo la venuta del Signore, per la prima volta Babbo è sconsolato non perché gli fanno tristezza, ma perché li invidia. Non hanno pensieri, beati loro. E chi se l'aspettava che andasse a finire cosi? Babbo Natale abbassa lo sguardo, si strizza la pancia e si ricorda che per la prima volta in vita sua ha dovuto far fare un buco nuovo alla cintura per stringere un po', se no le braghe cadevano. Mai successo prima. Una cosa spaventosa. Una cosa che tra l'altro ha anche un nome, si chiama recessione. In lappone si dice 'rijjnikski", che significa alla lettera 'quest'anno ci facciamo gli auguri con gli occhi tristi". Una roba da strizzarti l'anima come una vite tagliata. I suoi aiutanti continuano a mormorarlo. L'altro giorno se l'è lasciato sfuggire perfino una renna. Era una renna tristissima.BR Babbo ricomincia a camminare per il marciapiede inzaccherandosi le braghe con la neve fradicia marrone di smog. S'è deciso a calare in Europa con qualche giorno di anticipo rispetto alla notte dei doni perché la situazione in qualche modo va affrontata. Qui occorre metterci una pezza, ripete tra sé Babbo mentre fa lo slalom tra le tracce biologiche di cani ora assenti ma che devono essere stati per strada poco fa. Qui bisogna dare una raddrizzata, altrimenti addio Natale, addio regali e addio anche al resto dell'anno.BR La missione segretissima di Babbo Natale l'ha portato nella tranquilla cittadina che è una vita che si gode sonnolenta un più che discreto status economico, anche se da mesi pure qui tira aria di crisi. Nella tranquilla cittadina, nessuno lo sa a parte Babbo, ha fissato la sua residenza segreta e ipogea il Capo del Mondo, che è un vecchietto arzillo che ha un mucchio di risposte, un sacco di potere e che si mantiene bene andando a letto presto fin da quando era assistente del precedente Capo del Mondo. È lui che Babbo deve incontrare, pensa passando per una piazza piena di auto con un papa di bronzo che la sorveglia. Si, è lui, ma cosa gli dirà? E cosa risponderà il Capo? Babbo attraversa la strada, fiancheggia la pancia plumbea della facoltà di Lettere, passa a fianco della vetrina di un negozio che per anni tutti gli abitanti del Bel Paese hanno sentito nominare dal guru italoamericano dei quiz televisivi.BR Babbo arriva in piazza della Vittoria e pensa: speriam bene, piazza della Vittoria è un po' impegnativo come nome ma magari aiuta. Ed è qui, mentre attraversa la piazza in direzione della torre caduta (segnaposto della residenza ipogea del Capo del Mondo, ma occorre non farlo sapere) che viene colto dalla visione: una Madonna dorata troneggia in una grande nicchia misteriosa alta su un lato della piazza. E lo guarda. Babbo rimane molto colpito dalla visione. Si ricorda di una statua dorata a Reggio Emilia, ma niente a che vedere con quella che c'è qua. Cosi Babbo prima di andare dal Capo del Mondo si rende conto che occorre fare un'altra cosa, molto più sensata. Tra qualche giorno è Natale, pensa Babbo, che non è mica il tempo dei potenti della Terra, è il tempo di un bambino nudo e povero. Babbo si ferma davanti alla statua a gambe larghe, la fissa e comincia a pregare perché il Bambino nasca ancora una volta. Solo cosi le cose si rimetteranno a posto, tutto il resto sono frottole.BR

Gabriele Dadati