DIETRO LE SOLUZIONI MILITARI LE AMBIZIONI DEI SOLITI POLITICI
BR Fine anno tragicamente ingarbugliato per le regioni a rischio guerra: l'altro giorno la notizia che le potenze nucleari Pakistan e India si fronteggiano di nuovo, ieri la tempesta di missili su Gaza. Quello che preoccupa di più sono le strategie pasticciate su cui dovrebbero reggersi le campagne belliche in corso.BR A decidere la guerra contro Hamas è stato il governo di Ehud Olmert, un premier travolto dagli scandali e in attesa di uscire di scena il prossimo 10 febbraio col voto anticipato in Israele. Forse Olmert non aveva altra scelta se non una dura lezione a Hamas dopo la rottura della tregua e la pioggia dei razzi Grad e Kassam su Sderot. La macchina di Tsahal, le forze armate israeliane, si è messa in moto per rimuovere il brutto ricordo degli insuccessi registrati durante la guerra libanese del 2006, con la speranza che una dura lezione a Hamas possa giovare a Tzipi Livni, l'attuale ministra degli Esteri e candidata di Kadima alle prossime elezioni.BR Ma potrebbe essere proprio questa la trappola tesa da Hamas per spingere Olmert a un braccio di ferro armato: Khaled Meshaal, il capo politico di Hamas sostenuto dalla Siria e dall'Iran, intende impegnare gli israeliani in una guerra simile a quella combattuta contro gli Hezbollah libanesi e ambisce di guadagnare lo stesso prestigio che ha avuto Hassan Nasrallah, la guida degli Hezbollah a conclusione della guerra del 2006. Meshaal - che parla di terza Intifada - prospetta anche l'allargamento della guerra fin dentro la Galilea con l'intervento congiunto dei miliziani Hezbollah che già puntano i loro razzi verso israele, mettendo in grave difficoltà i soldati dell'Unifil, di cui fanno parte anche gli italiani.BR Ma l'ambizione di Kaled Meshaal va più in là e come obiettivo si pone l'allargamento della propria egemonia sul movimento palestinese sin dentro la Cisgiordania, ora amministrata dall'Anp di Abu Mazen. Più numerose sono le vittime causate dalla guerra israeliana a Gaza, più Hamas guadagna l'appoggio dei palestinesi (basta un missile per uccidere decine e decine di persone in una città-stato come Gaza, che ha una densità di 4.270 persone per chilometro quadrato). La stessa ripresa delle operazioni dei kamikaze potrebbe divenire uno strumento di propaganda per Hamas per sollecitare la solidarietà dell'intera Palestina.BR Obiettivi ambigui e illusioni mal riposte, dunque, dietro una guerra che rischia di deludere i duellanti producendo invece ulteriori vittime e umiliazioni tra la già stremata popolazione di Gaza. La strategia confusa di questa guerra sembra tener conto infine del riposizionamento in vista di un mutamento nella gestione della crisi mediorientale da parte della prossima presidenza Usa: sia Israele sia Hamas intendono arrivare a quell'appuntamento in una posizione di forza. Israele con la sconfitta di Hamas, Meshaal con un nuovo insuccesso per Tsahal.BR
Bijan Zarmandili