Pane a un euro, in fila alla Brughiera
bVIGEVANO. /bLa faccia pallida di freddo, insaccata in una giacca pesante. Attraversa nella prima mattinata di sabato lo spiazzo dei giardinetti della Brughiera, arriva al gazebo piazzato dal circolo di Rifondazione comunista, prende la forma di pane da un chilo, distribuita con il contributo minimo di un euro con l'iniziativa intitolata «Una vera opposizione contro il carovita. Ce n'è bisogno come il pane!», e si incammina verso viale Lombardia. Di pane, nella mattinata di ieri, Rifondazione ne ha distribuito quasi un quintale. «Arrivare a fine mese è dura - dice la signora, accennando con un'occhiata le costruzioni delle case popolari- Io abito qui. In casa siamo in due, cerchiamo di sopravvivere come si può, e a fine mese con quello che percepisco non ci si arriva». Fa ancora qualche passo in silenzio. «Non riesco mai ad avanzare qualcosa per comperarmi un vestito. Le scarpe, il maglione, il giubbotto che indosso me li hanno regalati». E poi c'è tutto il resto. «Bisogna stare attenti a tutto. Ma non è solo il prezzo del pane ad essere aumentato, anche la pasta ha prezzi proibitivi. E tutto il resto. Poi andando avanti con l'età subentrano i problemi di salute - dice la signora, parlando quasi sottovoce - Ci sono le visite, gli esami, i farmaci da pagare».BR Mancano pochi giorni al Natale, ma saranno in molti a vederlo passare soltanto alla televisione. Pensionati soli, fasce deboli, popolo dei precari di prima e seconda generazione, cassaintegrati. Ce n'è per tutti. E sono stati soprattutto i primi della categoria ad aderire all'iniziativa di ieri mattina, lanciata da Rifondazione: pane a offerta in cambio di contributo minimo di un euro, in due gazebo messi in altrettante zone popolari della città, lo spiazzo della Brughiera, e la via Benedetto Croce. Un quintale di pane, fornito da un panificio del milanese. Tutto distribuito.BR «Con questa iniziativa vogliamo porre l'attenzione sui problemi concreti della gente - dice Roberto Guarchi, capogruppo consiliare di Rifondazione - E della gente che non riesce ad arrivare a fine mese. Una iniziativa cui vogliamo dare continuità nel tempo, e che si basa, oltre alla distribuzione ad offerta di pane, anche sulla possibilità di formare dei gruppi di acquisto popolari, per permettere di attivare una filiera corta che metta in contatto produttore e consumatore, e senza le trafile di grandi e piccoli intermediari». Arriva un'altra signora, per portare via la sua forma di pane. Arrivata apposta in brughiera con l'autobus che si ferma accanto al sottopasso. «Di questi punti - dice indicando il gazebo - ce ne vorrebbero almeno uno alla settimana, fisso. E non solo per il pane, ma per tutta una serie di generi alimentari. Se si formerà un gruppo di acquisto aderirò».BR bIlaria Cavalletto /b