Il primario ribadisce il suo aiuto «Non lascerò solo Beppino»

bUDINE. /b«Il mio sostegno a Beppino Englaro non verrà mai meno. Ogni giorno nuovi infermieri volontari mi contattano per entrare nell'equipe».BR Rompe il silenzio Amato De Monte, il primario di rianimazione di Udine che assisterà Eluana nel suo ultimo viaggio. Il luminare di anestesia che già da qualche mese aveva dato disponibilità a attuare la sospensione dell'alimentazione artificiale che tiene in vita Eluana, come autorizzato dalla Cassazione, non fa dietrofront. E dopo il viaggio a Monaco di Baviera e l'incontro con Gian Domenico Borasio, il professore di medicina palliativa, conferma il suo sostegno al padre.BR «Il mio sostegno a Beppino Englaro non verrà meno», afferma il professor De Monte. «Come professionista sono tenuto al rispetto dei miei doveri istituzionali», prosegue, riferendosi all'incarico di primario per il servizio sanitario, «come medico del codice deontologico e come uomo sono tenuto al rispetto dei miei principi e della mia coscienza», aggiunge confermando che aiuterà Eluana, come aveva fatto qualche settimana fa all'indomani delle indiscrezioni sul suo appoggio al caso Englaro.BR Una presa di posizione chiara, dunque, dopo la firma del protocollo curato dai legali della famiglia, gli avvocati Vittorio Angiolini e Giuseppe Campeis. Accordo sottoscritto dalla clinica Città di Udine e da papà Beppino, assieme a De Monte e a tutti i volontari. Nel documento di dodici pagine, che indica la disponibilità del primario ad operare in regime volontaristico, per cui aldifuori del sistema pubblico, si stabiliscono tutti i parametri della procedura e le regole da seguire.BR Resta pronta anche la clinica di viale Venezia, pur bersagliata da «insulti di ogni tipo» come denuncia l'amministratore delegaro Claudio Riccobon. Ma sono molti anche i messaggi di solidarietà e le telefonate di sostegno, lettere di cittadini, gente normale, giovani e anziani che chiedono silenzio alla politica e il rispetto di papà Beppino e della figlia Eluana. «Non solo, conferma Riccobon, devo dirvi che sono molti e ogni giorno di più anche gli infermieri che si offrono come volontari per assistere Eluana. Tanti e tutti del Friuli Venezia Giulia».BR «Siamo stati paragonati ai nazisti e ai loro metodi di sterminio. Tutto ciò però - aggiunge Riccobon - non tocca più la famiglia Englaro a cui in questi anni è toccato sentirsi dire di tutto, senza pietà alcuna. Solo la nostra struttura si è dimostrata sensibile alla tragedia della famiglia Englaro, senza trarne un euro di guadagno». (t.c.)BR