Case Aler, i residenti protestano
b VOGHERA./b Vivono con la pensione minima e una miseria di sussidio per l'invalidità, ma all'Aler l'affitto lo pagano puntualmente tutti i mesi e vorrebbero che manutenzione e pulizia non mancassero. Eppure in via Sormani Gavina la vita quotidiana si trasforma spesso in un'Odissea per i residenti delle case popolari. Porte rotte, scale sporche, cassette della posta martoriate, ascensore (fresco di riparazione) che non si ferma al livello del piano. A tutto questo si somma l'ordinaria inciviltà, che nessuno vede e che nessuno sembra intenzionato a sanzionare. C'è chi entra e scarabocchia i muri, chi arriva persino a sputare sulla pulsantiera dell'ascensore. «Qui il clima è insostenibile - spiega Michelangelo Gaeta facendosi portavoce della maggioranza dei condomini -. L'Aler non può farci pagare un affitto e poi abbandonarci tra servizi a metà e manutenzioni rinviate all'infinito». E cosi succede che il degrado finisce con l'essere diseducativo, con l'indurre qualche condomino a protestare sfregiando quel poco di buono che è rimasto. C'è chi pensa che scarabocchiando e devastando qualcuno finalmente smetterà di girarsi dall'altra parte e farà qualcosa per rimodernare gli spazi comuni. Ma chi paga e non sporca vorrebbe più controlli: «L'Aler non può continuare a nascondersi dietro a un dito, a parlare di risorse risicate a causa di tante morosità. Che si parta a garantire decenza a chi onora il canone d'affitto. L'ente deve mandare sentinelle che si facciano garanti del rispetto dei regolamenti condominiali. Non si possono trattare gli spazi di tutti come fossero stalle. Chi lo fa va sanzionato e allontanato». L'esasperazione in via Sormani Gavina, in uno dei rioni più popolati della città, esplode dopo un mese di novembre non facile. Un guasto al motore dell'ascensore ha costretto persino alcuni disabili a traslocare due settimane per l'impossibilità di salire e scendere le scale. «Per riportare la situazione alla normalità sono occorsi 15 giorni - sbottano le famiglie -, ma è possibile?». I problemi sono anche attinenti al capitolo sicurezza: «Ci sono porte da cambiare e cantine da mettere al riparo dai ladruncoli. I nostri lucchetti non bastano». In via Sormani Gavina si sente anche la necessità di qualche attenzione in più da parte di palazzo Gounela. Dal Comune si vorrebbe anche più cura del verde e il rifacimento di quel mini giardinetto che dà su via Lomellina. Pensato come area giochi per i bambini è diventato il simbolo del buio sulla periferia.BR bEmanuele Bottiroli /b