Pezzani, l'attacco del Pd «Sulla casa di riposo la Regione ci ha snobbato»

bVOGHERA./bb «Bastava ascoltarci due anni fa: oggi la Pezzani non navigherebbe tra debiti e rischio di commissariamento». La segretaria del Pd Liliana Gianpetruzzi va all'attacco sulla vicenda della casa di riposo e allarga il dibattito sul peso politico di Voghera: «Le case di riposo di Cervesina e Casei, solo per fare due esempi, sono state finanziate quasi totalmente con soldi regionali a fondo perduto. Perchè Voghera non ha ottenuto nulla e ora annaspa a caccia di una soluzione?»BR /b «Il quadro che emerge dalla vicenda Pezzani è quello di una città dove il centrodestra rastrella voti ma alla quale non rende nulla - aggiunge la coordinarice del Pd -. Ai piani alti del Pirellone, Voghera non conta nulla se non è nemmeno riuscita ad ottenere quello che hanno ottentuo Casei e Cervesina». Sul caso specifico delle grane finanziarie della Pezzani, Liliana Giampetruzzi sventola le dichiarazioni del segretario di Forza Italia Giampiero Rocca e attacca: «Rilancia oggi come novità assolute cose che noi andiamo riperendo da anni. Il centrodestra ha sbeffeggiato il capogruppo del Pd Giannino Gatti quando diceva che la giunta stava facendo il passo più lungo della gamba appoggiando un progetto faraonico per una sede che già si sapeva che nessuno sarebbe riuscito a pagare. Una nuova casa di riposo serviva, certo, ma non cosi grande. E soprattutto si sarebbe dovuto fare qualche conto in anticipo: lo abbiamo detto in un consiglio comunale aperto che l'operazione non stava in piedi perchè nessuno ha calcolato i costi in anticipo». Sta di fatto che oggi i debiti ci sono: è percorribile la proposta del segretario di Forza Italia di passare tutto, strutture e debiti al Comune? E quella di Luigi Bassanese di tornare alla Fondazione o passare la Pezzani all'Asm? «Non è giuridicamente possibile - taglia corto la segretaria Pd -. Sarebbe meglio lavorare, e in fretta, per fare dell'azienda pezzani una vera azienda. Deve trasformarsi, offrire servizi che la città ha bisogno e che possono portare un reddito sufficiente a sostenere i costi. E se fosse necessario anche un partner privato, non sarebbe un dramma visto che già il Comune integra le rette di chi non può pagarle». (s. ro.)BR