La Iervolino a Veltroni: sono pulita, non lascio

BR b ROMA. /bbAssicura che le sue mani sono «pulite, candide» e rimane «con orgoglio» al suo posto. Travolta dall'inchiesta 'Global service" che l'ha costretta a sospendere due assessori e proprio mentre Antonio Di Pietro dà uno «schiaffo» a Veltroni e annuncia che l'Italia dei Valori lascerà tutte le giunte di cui fa parte in Campania «finché non si risolve la questione morale», Rosa Russo Iervolino resta alla guida del Comune di Napoli e promette non l'azzeramento della giunta ma un profondo rimpasto.BR /b In disaccordo con la Iervolino si è detta, intervenendo a 'Porta a Porta", Anna Finocchiaro, presidente dei senatori del Pd: «Rispetto la decisione del sindaco di Napoli. È una scelta di responsabilità politica. Io, Anna Finocchiaro, ma è mia opinione personale, forse mi sarei dimessa».BR La decisione della Iervolino giunge al termine di un faccia a faccia con Veltroni dal quale il sindaco esce più forte. «Ho comunicato con orgoglio al segretario che io ho intenzione di andare avanti e gli ho detto che sono pronta a segnali forti di rinnovamento. E lui mi ha detto: auguri, buon lavoro».BR Prima dell'incontro con Veltroni, il sindaco Di Napoli aveva fatto capire di non essere intenzionata a rimanere a tutti i costi al suo posto («Dimissioni? Se me lo chiede il segretario del partito... il vinavil non lo uso io») e aveva annunciato l'intenzione di affrontare la questione morale («...esiste in tutto il mondo, anche nel partito di Obama...») non solo con il Pd, ma con tutti i partiti della coalizione che sostiene la sua giunta.BR A tirarsi indietro è invece l'Idv. Antonio Di Pietro fa sapere che invierà in Campania gli esponenti dell'esecutivo nazionale del partito, annuncia che l'Idv si impegna a votare si alla richiesta di «qualsiasi autorizzazione» che la magistratura avanzi nei confronti dei parlamentari. Poi sfida Veltroni sul terreno delle alleanze: «L'Idv non vuole restare un partito di nicchia. L'alleanza programmatica e politica con il Pd non è in discussione, ma» affonda l'ex Pm, «sentiamo la responsabilità di rilanciare un'alleanza di nuovo conio con tutte le forze alternative alle destre».BR Dopo la sconfitta in Abruzzo (dove sarà inviato come commissario straordinario l'ex senatore ed ex responsabile giustizia del Pd, Massimo Brutti) e la bufera giudiziaria, la direzione nazionale del Pd che si riunirà domani si preannuncia incandescente. Ad arroventare il clima è la questione morale e Walter Veltroni ha davanti a sé una doppia scommessa: tenere insieme il partito e rinnovare il gruppo dirigente per dare vita ad un «soggetto politico veramente nuovo». Il segretario del Pd deve fare i conti con chi chiede l'immediato «divorzio» da Di Pietro (Marco Follini metterà ai voti una mozione che prevede la fine dell'allenaza con l'Idv) e con chi propone di «rivedere» il codice etico perché convinto che quello approvato due anni fa «non basta più».BR Francecso Rutelli spiega che il Pd deve smettere di «navigare a vista». Il numero due del partito, Dario Franceschini, ricorda che con il voto in Abruzzo gli elettori hanno dato un segnale chirissimo e lancia una proposta: «La questione morale è al primo posto e credo che servirebbe una legge che preveda norme vincolanti sui principi di trasparenza interna, di selezioni delle classi dirigenti, di bilancio, di regole etiche e di garanzia». Il portavoce del Pd, Andrea Orlando, aggiunge che il Pd è pronto a rinnovare «metodi e personale politico», mentre Luciano Violante definisce «gravi» le vicende giudiziarie che vedono coinvolti esponenti del Pd e chiede che la questione venga affrontata «subito e con durezza» nella direzione.BR

Gabriele Rizzardi