«Cosi molte decidono di ripartire»
b PAVIA./b La psicologa Daniela Scotto di Fasano, all'aumento delle donne che rinunciano al lavoro per i figli, dà una lettura che parte dal dato anagrafico: «Penso che quando arrivi a una certa età e l'orologio biologico ti segnala che è giunto il momento dell''adesso o mai più", finisci per investire di più e con più coraggio sul figlio per la paura che non ne avrai più il tempo. E' vero che come donna sei penalizzata nel mondo del lavoro, non solo in lavori 'umili" ma anche in professioni prestigiose. Posso confermare, dalla mia esperienza, che molte giovani pazienti decidono di avere un figlio e di 'ri-spendersi" in seguito nel mondo del lavoro. Credo che l'assunzione di un rischio, in funzione dell'assunzione di responsabilità, sia una caratteristica tipicamente femminile. Con ciò non è automatico che la scelta sia positiva. C'è il pericolo che, inconsciamente, si finisca con l'incolpare il bambino. E' una questione ricca di ambiguità».BR