Italiani, siamo prudenti però ci piace trasgredire
b BOLOGNA./b Gli italiani si sentono prudenti al volante. Peccato, però, che la loro percezione si riveli assolutamente infondata, in quanto il 50% ammette di non rispettare i limiti di velocità e il 52% riconosce di guidare telefonando senza auricolare. E' quanto emerge da un'indagine Ipsos condotta in quattro province italiane (Milano, Bologna, Roma e Napoli) resa nota al Motor Show di Bologna - in corso fino a domenica - dalla Fondazione per la sicurezza stradale Ania. Il sondaggio rivela che il 91% degli intervistati si dichiara prudente o molto prudente alla guida, ma in pratica tende a non rispettare le norme del codice della strada. Oltre alla violazione dei limiti di velocità ammessa dalla metà degli intervistati, si riscontra anche una certa leggerezza a prendere provvedimenti quando si è bevuto un bicchiere di troppo. Solo il 50% degli intervistati Ipsos riconosce infatti di aver ceduto il volante ad un'altra persona dopo aver consumato alcolici e ancora meno, il 29%, si organizza nominando il proprio ‘Bob', ovvero il tutore che decide di non bere per accompagnare a casa gli amici in sicurezza. Il 57%, poi, ritiene di potersi mettere al volante dopo aver bevuto un bicchiere di vino e il 27% dopo due. «Le principali cause di incidente sulle strade italiane - spiega Umberto Guidoni, segretario generale della fondazione Ania - sono da ricondurre alla guida distratta, all'assunzione di alcol e droga prima di mettersi al volante e all'uso di cellulare senza auricolare». Attualmente l'Italia «è il secondo Paese europeo - spiega ancora Guidoni - per numero di morti in incidenti stradali, un primato negativo connesso ai comportamenti scorretti al volante».BR L'indagine sottolinea inoltre che il 57% degli italiani ritiene che i rischi maggiori sulla strada sono legati all'eccesso di velocità, il 51% all'abuso di alcol, il 37% al mancato rispetto delle precedenze ed il 27% all'utilizzo del cellulare. Gli italiani si dichiarano prudenti al volante perchè dichiarano di rispettare sempre i semafori (91%), di fermarsi sempre agli stop (87%), di viaggiare sempre con la cintura allacciata (79%) e di controllare sempre l'efficienza del proprio mezzo (78%). Nel 2007, secondo i dati della Fondazione Ania, si è registrato un notevole calo dei decessi che sono passati dai 5.669 (del 2006) a 5.131. Circa il 76,6% degli incidenti mortali che si verificano in Italia avviene in città. Diminuisce, grazie al ‘Tutor', il tasso di mortalità in autostrada dove si verifica un numero più elevato di incidenti ma meno gravi.BR