Vigevano, se non altro hai vinto

bVIGEVANO. /bbCagliari esce tra gli applausi dello sportivissimo pubblico vigevanese e Gigi Garelli si scusa per la partitaccia della sua squadra oggetto di più di qualche fischio. La Miro Radici è stata graziata tre volte negli ultimi secondi dai sardi dell'ex coach ducale Morganti, Cenerentola del girone. Non fosse per i due punti incamerati, ci sarebbe proprio nulla da salvare in una domenica che il tecnico gialloblu imputa all'approccio acefalo della sua squadra al match, ma che, da un'altra prospettiva, pare il proseguimento di un periodo opaco ed involutivo costato già parecchi punti. Bertolazzi gioca una gara fiacca e senza illuminazioni, Politi si muove con in faccia la paura di un possibile taglio incombente per quanto Garelli abbia a più riprese sottolineato di non aver ancora deciso nulla al riguardo, capitan Ferrari, con fortune alterne, si carica di generose responsabilità. E non c'è tempo per la psicanalisi se è vero che domenica a Cremona inizia un ciclo terribile.BR /b La desuetudine alla vittoria costa carissima a Cagliari che sbaglia tre attacchi consecutivi negli ultimi secondi, compreso il tap-in a tempo scaduto di Cagnin che butta via una vittoria che sarebbe stata ampiamente legittima. Vale la pena partire dalla fine e dai quattro punti di vantaggi con palla in mano con cui Vigevano entra nell'ultimo minuto. Ad un errore in attacco segue poi un antisportivo in difesa, quindi anche una rimessa persa per infrazione di cinque secondi. Cagliari sbaglia liberi fatali e tre tiri da sotto negli ultimi otto secondi di panico vigevanese. Il palaBasletta resta inviolato, sul resto meglio stendere pietoso velo. Del resto, la serata era iniziata con gli isolani a giocare un basket frugale, ma essenziale per il 5-11 d'avvio su cui Garelli spende il primo time-out rovente. Cinque punti di Pedrazzini fanno anche 9-18, poi Vigevano ci mette mezza toppa a fine quarto. Ganeto entra sul 18-20, Toppino è già al terzo fallo e Cagliari si chiude in una zona casereccia, devastata a rimbalzo da un vispo Ihedioha (22-21 al 14'). Il tempo si chiude con un prolungato e ruvido faccia a faccia in panchina tra coach Garelli e Zaccariello, ma il contrasto non lascia traccia e il toscano, in quintetto quando si riparte, sarà il migliore dei suoi. Cagliari sembra in riserva e il massimo vantaggio di Vigevano (40-33) pare preludere al break decisivo. Non è cosi, neanche quando Politi sgancia la tripla che ha tutto il sapore della voglia di restare aggrappato a questa causa.BR Il quarto finale diventa un' angoscia quando Cagnin sorpassa (50-52). Villa Santa (56-55) replica alle triple di Zaccariello e Cavallaro, prima di un epilogo fortunato per i ducali. «Mi hanno fatto piacere gli applausi di Vigevano, ma questa è una di quelle sconfitte su cui ci piangeremo addosso a fine stagione - riflette amaro l'ex Marco Morganti - E' facile ricordare gli ultimi episodi, ma probabilmente abbiamo perso la gara prima, con i troppi liberi sbagliati e i 22 rimbalzi offensivi concessi».BR Il primo pensiero di coach Gigi Garelli va al pubblico: «Chiedo scusa agli spettatori, ma questa è la dimostrazione che se non si entra in campo con la testa giusta si fanno o si rischiano figuracce. E' sempre meglio vincere, ma non so se stavolta i due punti ci abbiano fatto bene. Mi ero sforzato in settimana di far capire alla squadra che questa non sarebbe stata una formalità, avevo portato anche l'esempio lampante della vittoria di Milano in coppa contro il Cska Mosca perché a livello professionistico basta una distrazione per buttare via le partite. Ho preparato questa gara con il medesimo scrupolo con cui preparo quella con la prima in classifica ed è per questo che non accetto che altri non lo facciano». Gigi Garelli fa poi un distinguo: «Mi ci metto anch'io ovviamente nel calderone negativo, ma non Ganeto perché è appena arrivato. Gli altri avrebbero dovuto dargli certezze e riferimenti, invece hanno giocato senza testa».BR bFabio Babetto /b