Aziende truffate, è l'ora delle parti civili
b CARBONARA./bb Un raggiro da quasi un milione di euro ai danni di diverse aziende e ditte. Tra queste anche l'agenzia di viaggi Minerva Unitur di corso Manzoni che per questo si è costituita parte civile, con l'avvocato Lydia Lastella di Pavia, nel processo che vede cinque persone imputate per associazione a delinquere finalizzata alla truffa. I cinque avrebbero, secondo l'accusa, ordinato merce, senza mai pagarla, attraverso un'impresa 'fantasma", la Sorma Italia, con sede a Carbonara. Dall'agenzia di viaggi sarebbero stati acquistati biglietti aerei e soggiorni per una cifra superiore ai 100mila euro.BR /b Il procedimento, passato attraverso le indagini della squadra mobile, dovrebbe concludersi a marzo. La truffa sarebbe stata messa a segno ai danni di numerose aziende, non solo della provincia di Pavia. Solo due, tuttavia, si sono costituite parte civile. Oltre all'agenzia di viaggi Minerva Unitur, anche la ditta di Ermanno Fantazzini (rappresentato dall'avvocato Michele D'Altilia), che alla Sorma ha venduto 9 impianti di aria condizionata. L'organizzazione, con la connivenza di un amministratore - questa è l'accusa - avrebbe realizzato una società parallela alla Sorma, cambiato l'oggetto sociale, ordinato grossi quantitativi di merce di ogni tipo per poi sparire dalla circolazione dopo aver pagato i carichi con assegni scoperti o bonifici a 60 o 90 giorni. Bonifici rimasti insoluti. Con questo trucco la Sorma, che dapprima commercializza macchine e prodotti per le pulizie industriali, comincia ad acquistare di tutto: dalla frutta alle automobili, dai generi alimentari alle biciclette elettriche. Nel deposito di Carbonara al Ticino, dove ha sede l'impresa, arrivano anche carichi di prodotti chimici. Il periodo di riferimento è la primavera del 2002. E' in questo lasso di tempo che alla ditta Sorma Italia arriva un gruppo di persone, quasi tutte originarie del Casertano, con la promessa di risollevare l'azienda. Al vecchio amministratore subentra Pasquale Gammella, 36 anni. Per l'accusa solo un prestanome. E' uno degli imputati. Gli altri sono Luigi Crisci, 46 anni, Massimo Di Rosa, 35 anni, Giancarlo Servadei, 64 anni, Roberto Bonarelli, 42 anni. Devono tutti rispondere di truffa. (m. fio.)BR