De Magistris: impedita la verità

bCATANZARO./b «E' proprio per evitare che si potesse scoprire la verità che mi sono state sottratte, illecitamente, le inchieste Poseidone e Why Not». A riferirlo è l'ex pm di Catanzaro, Luigi De Magistris, in una deposizione ai magistrati della procura di Salerno il 3 luglio del 2008. Il verbale è inserito nel decreto di perquisizione emesso dai pm di Salerno. «Per la mia attività ho pagato un prezzo - ha aggiunto - solo per avere svolto procedimenti in ossequio alle leggi e alla Costituzione e per avere indagato ambienti che godono di protezione illecita, in primo luogo proprio di settori cospicui della magistratura». De Magistris ha delineato anche il clima in cui sarebbe stato costretto ad operare nel capoluogo calabrese, al punto da evidenziare come nel prezzo pagato ci siano stati «processi disciplinari, censura, trasferimento d'ufficio e di funzioni, blocco della progressione in carriera, con rilevante danno anche economico». Nel corso delle sue dichiarazioni, De Magistris ha puntato il dito anche nei confronti del procuratore generale della Repubblica, Enzo Iannelli, di ex amminsitratori pubblici e parlamentari. Il settore che il magistrato ora in servizio a Napoli considerava «sotto protezione illecita» era quello della pubblica amministrazione.BR Intanto oggi il Csm torna a occuparsi dello scontro tra le procure di Salerno e Catanzaro. Davanti alla Prima Commissione di Palazzo dei marescialli sfileranno i pm degli uffici in guerra e che si sono reciprocamente indagati. Ed è possibile che al termine delle audizioni la Commissione annunci l'avvio di nuove procedure di trasferimento d'ufficio, che si aggiungerebbero alle due già pendenti sul procuratore di Salerno Luigi Apicella e sul procuratore generale di Catanzaro Enzo Jannelli. «All'esito di questa seconda tornata di audizioni comunicheremo le nostre decisioni» assicura il relatore Dino Petralia. Ad uno dep Pm di Salerno, Antonio Centore, i consiglieri chiederanno conto delle modalità «sconcertanti» di perquisizione del pm di Catanzaro Salvatore Curcio, costretto a denudarsi.BR