Torino ricorda, governo e industriali no

bTORINO. /bbE' passato un anno, restano il dolore e la rabbia. Torino scende in piazza per ricordare quella maledetta notte tra il 5 e il 6 dicembre di un anno fa, quando nello stabilimento della multinazionale tedesca ThyssenKrupp, alle porte della città, le fiamme e il calore a 800 gradi spazzarono via le vite di 7 operai. A mezzanotte e 53 minuti di quella rigida notte d'inverno, alla linea 5 di un'acciaieria prossima ad essere dismessa, Torino visse il proprio Vajont ed il Paese venne travolto da una tragedia impossibile da accettare, che avrebbe scompigliato la routine del quotidiano computo delle morti bianche. Ieri, il 6 dicembre di un anno dopo, si è celebrato nel capoluogo piemontese il giorno del ricordo di quella sciagura diventata simbolo e monito.BR /b La prima tappa della commemorazione è stata una messa presso il cimitero monumentale, dove riposano cinque dei sette lavoratori morti. Alla cerimonia hanno preso parte 500 persone, tra cui le famiglie delle vittime, le autorità locali, i sindacalisti, le rappresentanze di Juve e Toro e alcuni politici del centrosinistra, tra i quali Fassino e Damiano.BR Poi è stata la volta di un corteo da grandi numeri, organizzato dai familiari e dai colleghi degli operai morti. «Per non dimenticare» e per non abbassare la guardia sull'ininterrotta scia delle morti bianche che continua a percorrere il Paese. Cinquemila persone hanno sfilato dalla «fabbrica della morte», uno stabilimento marrone chiaro laggiù, in fondo alla città, fino al Palagiustizia, dove il 15 gennaio prenderà il via il processo a sei manager della Thyssen, accusati di reati che vanno dall'omicidio volontario all'omicidio colposo.BR E in attesa che il tribunale metta una fragile pezza al dolore, intorno ai familiari delle vittime si sono strette migliaia di persone, tra compagni di lavoro, comuni cittadini e delegazioni di altre fabbriche, dall'Ilva di Taranto e al Molino Cordero di Fossano, nel cuneese, dove un'esplosione è costata la vita a cinque operai. E poi l'Onda degli studenti, confluita in questa manifestazione a metà tra ricordo e protesta. Tra gli striscioni, anche quello dei ragazzi anche liceo Darwin di Rivoli, dove qualche settimana fa uno studente è morto per il crollo di una controsoffittatura: «Di scuola e di lavoro non si puo' morire, da Rivoli alla Thyssen per non dimenticare».BR Ad aprire il corteo Nino Santino, papà di Bruno, che ha perso la vita ventiseienne nel rogo: «Ho tanta rabbia e una sola parola: assassini, assassini, assassini». Gli altoparlanti del camion alla testa del serpentone sparano nel cielo musica e testimonianze dei manifestanti. «Simili drammi non si devono ripetere, bisogna continuare a lottare per la sicurezza sul lavoro», dice Isa, mamma di Roberto Scola, bruciato vivo a 33 anni. Nessuna traccia, invece, di rappresentanti di Confindustria e del governo, a parte un messaggio inviato dal ministro del Lavoro Sacconi.BR Un vuoto che non ha mancato di innescare polemiche: «Con questa assenza si cerca di rimuovere la memoria di quella tragedia», dice Antonio Boccuzzi, l'unico sopravvissuto della linea 5, ora parlamentare del Pd.BR bMilena Vercellino /b