Scherma, Fantoni critica la rivolta dei campioni
bPAVIA. /bCome è lontana lo sport dei dilettanti dalle polemiche dei campioni. Provano disagio tecnici e schermidori pavesi di fronte allo scambio di veleni tra gli azzurri Montano e Tagliariol e i dirigenti federali. Gli atleti chiedono di potersi allenare con chi vogliono e contestano la partenza dei tecnici Bauer e Mazzoni. Montano si è detto pronto a gareggiare a Londra 2012 per un'altra nazione, se non torna Bauer, e Tagliariol sta pensando di diventare svizzero per seguire Mazzoni. «L'allenatore personale nella scherma non c'è - dice Adolfo Fantoni, tecnico del Cus Pavia - gli atleti di alto rango sono tutti nei gruppi delle forze armate, ma hanno un doppio tesseramento e si allenano per lo più con i tecnici della società civile di appartenenza. Mazzoni, ad esempio, è l'allenatore della Giardino, la squadra di Tagliariol, ma non è il commissario tecnico. La federazione agevola gli atleti permettendo loro di allenarsi nella propria società, ma se Tagliariol vuole un tecnico personale se lo deve pagare perché ci sono 24 azzurri più le riserve e la federazione non si può permettere 24 allenatori». Discorso diverso per Montano. «Bauer è il commissario tecnico, ma i suoi metodi di lavoro sono molto criticati perché giudicati troppo pesanti - continua Fantoni - prima di andare in Cina si diceva anche che valorizzasse poco i maestri italiani e che non fosse gradito perché concentrava tutti gli allenamenti a Roma. La verità è che questi atleti hanno perso di vista la realtà della scherma, che è in gran parte dilettantistica, con qualche professionista stipendiato dalle forze armate. E non è vero che i giovani non hanno spazio in nazionale perché Tagliariol, Carozzo e Confalonieri non hanno nemmeno 30 anni e sono in azzurro da tempo. Semmai i senatori possono esserci nei gruppi militari perché tengono il posto anche se non ottengono più risultati».BR Chi non passa dai gruppi militari ha poche possibilità di fare strada. Ne sa qualcosa lo spadista pavese Federico Bollati, nel giro azzurro tra il 1999 e il 2005, ma che a 21 anni ha rifiutato l'offerta di un gruppo militare. «In quei gruppi ti pagano per fare l'atleta - spiega Bollati, bronzo ai Giochi del Mediterraneo 2005, ora tesserato Cus Pavia - io invece ho deciso di studiare e poi di non fare lo schermidore di professione, ma i tecnici preferiscono quelli che entrano nei gruppi militari perché cosi possono averli sotto controllo». (cla.mal.)BR