Latte crudo, l'Asl rassicura: «A Pavia tutto ok»
b PAVIA./bb L'Asl rassicura: il latte crudo venduto a Pavia è sicuro e non ha mai dato problemi. Dal ministero è stata diramata una circolare che prevede la possibilità di sospendere l'erogazione del latte crudo fino a che la popolazione non sia informata che va bollito prima del consumo. Sono nove i casi di malattia provocata nei bambini dal batterio Escherichia coli O157 che potrebbero essere 'collegati" al consumo di latte crudo: nessuno nella provincia di Pavia. Lo afferma Massimo Aguzzi, responsabile del dipartimento Igiene degli allevamenti e delle produzioni zootecniche dell'Asl pavese.BR /b Il medico rassicura gli utenti dei distributori e sostiene che, per accedere alla vendita diretta, gli allevatori della provincia sono sottoposti a controlli anche per quanto riguarda l'Escherichia Coli. «Esistono pre-requisiti igienico sanitari che l'allevatore deve avere sempre quando vende il latte ai caseifici, verificati ogni 15 giorni. Per vendere il latte crudo i valori di questi parametri devono essere migliori (devono essere inferiori a quelli consentiti per il latte alta qualità, ndr). Se rispetta questi criteri l'allevatore fa richiesta al dipartimento veterinario dell'Asl che effettua un campione ufficiale in cui si verifica l'assenza dei più disparati agenti patogeni, tra cui salmonella, cellule somatiche, listeria monocyt, campylobacter e escherichia coli verocitossico».BR Questo esame, rassicura Aguzzi, «viene ripetuto una volta al mese presso il distributore, e in caso di positività la distribuzione viene sospesa». La revisione delle linee guida per l'Asl di Pavia probabilmente sarà pronta prima della fine dell'anno. I consumatori non sembrano comunque spaventati: il latte a un euro fa gola, e quello che si trova a meno nei supermercati, solitamente, non è italiano. Al distributore di latte (lodigiano) collocato nel cortile della Coldiretti in piazza Guicciardi la processione per riempire le bottiglie non ha accennato a fermarsi per tutta la giornata di ieri.BR Sul distributore è posto in evidenza un cartello: dice che il latte non è pastorizzato e che chein soggetti a rischio come i bambini sotto i tre anni, va scaldato ad almeno 70 gradi.BR Silvia Goi riempie due bottiglie e dice: «Io mi trovo molto bene e ai miei bambini di sei e nove anni piace. Lo faccio bollire due volte perché fa molta panna, ma non abbiamo mai avuto problemi». Fiduciosa anche Silvana, che munge il distributore per la seconda volta e confessa: «Trovo questo latte più saporito, e lo bevo bollito per cena». Angelo, 70 anni racconta: «Siamo in tre, ne beviamo due litri ogni due giorni e non abbiamo mai avuto problemi: è buono e costa meno». Il presidente di Coldiretti Giuseppe Ghezzi rassicura: «E' giusto fare tutti i controlli del caso, ma l'Escherichia coli si trasmette con le feci, e la contaminazione del latte è nulla. Inoltre, nel momento in cui viene fatto bollire si scongiura ogni pericolo. Non è il caso di spargere il panico, gli allevatori e i distributori sono scrupolosamente controllati».BR A Pavia il latte cruso si continua a vendere bene: 400 litri al giorno, 800 il sabato mattina.BR bAnna Ghezzi /b