In undici mesi 360 mila cassintegrati

BR bROMA. /bbAlmeno 10.000 imprese dell'industria, dell'artigianato e dei servizi sono coinvolte pesantemente dalla crisi economica ed in 11 mesi oltre 362.000 lavoratori sono in cassa integrazione per un monte di circa 280 milioni di ore di sospensione dal lavoro.BR /b Questi lavoratori sospesi dalla produzione prendono 800 euro al mese. I più penalizzati sono quelli in Cig da lungo tempo che avranno anche la tredicesima decurtata. Ogni giorno si aggiunge qualche notizia di nuovi blocchi della produzione. La Fiat ha deciso la chiusura di tutti gli stabilimenti dal 15 dicembre al 10 gennaio, da Mirafiori a Termini Imerese. Sono 58.930 i dipendenti coinvolti. Il censimento è stato fatto dalla Cgil. Tra le più importanti industrie colpite ci sono l'Ilva di Taranto, dove gli operai assunti negli ultimi anni per la prima volta conoscono la Cig; il distretto della ceramica di Sassuolo sta boccheggiando per la diminuzione delle esportazioni; le acciaierie di Piombino fermano la produzione e con essa il lavoro di 1600 dipendenti; il distretto del mobile tra Matera e Bari registra una grave crisi strutturale da mesi con 10.000 posti di lavoro in pericolo; il lanificio Cerutti, dal 1881 fabbrica di abbigliamento maschile, che per la prima volta fa ricorso alla cassa integrazione; la Carrefour, l'azienda della grande distribuzione, nel Sud ha messo in Cig straordinaria 349 lavoratori su 948 occupati; la chimica di Porto Torres ha annunciato il fermo degli impianti per due mesi, sospendendo 800 lavoratori. Per non parlare dei casi più clamorosi, come l'Alitalia, la Gabetti o Telecom.BR La Cgil, nel lamentare che da agosto l'Inps non ha più fornito «alcuna forma statistica alle parti sociali», osserva che l'estensione della crisi colpisce la piccola e media impresa dove si concentra il grosso dell'occupazione del Paese e dove neanche la globalizzazione era riuscita a danneggiare troppo la produzione. Contemporaneamente ieri la Cgil lombarda ha lanciato l'allarme per 180.000 lavoratori che sono a «fortissimo rischio» di perdere il posto di lavoro.BR A novembre, rileva sempre l'organizzazione, le imprese in odore di crisi sono 1.403 con un organico a rischio di 121.548, mentre i lavoratori direttamente colpiti da provvedimenti di Cig sono 71.756 e sono aumentate del 50 per cento le persone licenziate che non godono di indennità perchè il fondo regionale è esaurito.BR Ci sono poi settori che a causa della contrazione dei consumi sono ricorsi alla cassa integrazione. Come le industrie alimentari dove il ricorso alla Cig è aumentato del 70 per cento.BR Guglielmo Epifani (Cgil) conferma lo sciopero del 12 dicembre: «Se i lavoratori non fanno nulla, si dà il segnale che si può andare avanti cosi e per me non si può». Quanto alle intenzioni di allargare ai ceti produttivi la manovra anticrisi secondo Epifani «è la strada giusta ed è uno degli obiettivi dello sciopero».BR

Antonella Fantò