Comitato contro le centrali

bOLEVANO. /bbIl Comune di Castel d'Agogna ha mantenuto la posizione contraria alle centrali di Olevano, durante la conferenza dei servizi di ieri. Per la prima volta il centro lomellino che confina con Olevano ha espresso ufficialmente una posizione contraria ai due impianti a biomasse, accanto al presidente della Fondazione Coghi Mariangela Collivignarelli, al vicepresidente professor Vincenzo Riganti, e al loro legale. Erano presenti alla conferenza per ribadire il no deciso a questi impianti: sorgerebbero vicini a un ospedale che la Fondazione pensa di realizzare.BR /b Intanto a Castello d'Agogna è nato un nuovo organismo, il Comitato per un futuro sostenibile, rappresentato dal vicesindaco Piergiorgio Moscardini e dal consigliere di opposizione Giuseppe Zucca. Da sempre su fronti opposti, ora sono fianco a fianco per capire meglio cosa accadrà con la costruzione delle centrali. Il loro scopo è di acquisire e diffondere il maggior numero possibile di informazioni, per rendere i cittadini consapevoli di quanto sta accadendo intorno a loro. «La nostra posizione contraria è stata messa a verbale dai tecnici della Provincia - commenta il sindaco di Castello d'Agogna, Antonello Grivel - ma ci è stato detto che la conferenza dei servizi non è la sede adatta per opporsi agli impianti». Cosi «proseguiamo sulla strada del ricorso al Tar, che dovrebbe essere presentato entro la prossima settimana». La documentazione è quasi pronta. A giorni l'avvocato Giulio Colli dovrebbe rivolgersi al tribunale amministrativo regionale, per chiedere una sospensiva dell'iter di approvazione delle due centrali. Diversa la posizione del sindaco di Olevano, Roberto Spairani: «Abbiamo riflettuto a lungo prima di accettare questi progetti, ora andiamo avanti - spiega - le due centrali di Olevano saranno da 17 Megawatt, troppo piccole per avere un reale impatto sulla salute in Lomellina. Soprattutto se si considerano realtà presenti da tempo, come la raffineria di Sannazzaro e la centrale di Ferrera, che insistono su territori analoghi al nostro. Certo, si può dire che ogni grammo in più di polveri sottili non va bene. Ma allora dovremmo rimettere in discussione tutte le conquiste tecnologiche legate al consumo di energia».BR bSimona Marchetti /b