Milano deluso «Impazienti e poco collaborative»
bCONEGLIANO. /bUn passo indietro. Le ragioni sono tante e Gianfranco Milano le cita dopo la sconfitta con la Zoppas. «Nel primo serviva più decisione in battuta invece alla fine abbiamo sbagliato otto servizi permettendo comunque a Conegliano di chiudere con il 79% alla voce 'ricezione positiva". Come dire che abbiamo sbagliato tanto senza nemmeno impensierirle - spiega l'allenatore della Riso Scotti - . E poi dovevamo costruire con più pazienza invece non siamo riusciti a fare due cose positive di fila. Alla fine solo Terranova le ha impensierite sfruttando il muro avversario».BR Conta anche la forza delle avversarie anche se rispetto all'anno scorso Conegliano, neopromossa come Pavia, ha avuto in più solo Pavan, che da sola non giustifica il 3-0. «I loro colpi sono micidiali e da questo punto di vista la nostra ricezione ha funzionato meno di quanto mi aspettassi, ma sui loro attacchi siamo comunque riusciti spesso ad essere al posto giusto - continua Milano - . Il vero problema è che ci è mancata la collaborazione al momento di rigiocare la palla». Se è per questo è mancato anche il contributo di Riikka Lehtonen e Angelina Bland. «Hanno reso poco in attacco e a muro, purtroppo hanno avuto una tipica giornata no - spiega l'allenatore di Pavia - . Nel terzo set ho riproposto Riikka per vedere se si ritrovava, ma proprio non andava e senza di lei abbiamo perso alcuni punti di riferimento. Con i centrali non siamo riusciti a giocare come avremmo voluto perché gli attacchi della Zoppas hanno spesso inibito le nostre combinazioni». Milano ha dato spazio a tutti e tre i centrali, ma ricavandone solo 7 punti, uno in meno di Manzano, l'unico centrale di Conegliano. Nemmeno i due set equilibrati sono una consolazione. «Il primo e il terzo periodo sono stati equilibrati solo a parole - sostiene Milano - perché con i fatti non siamo mai stati davvero in partita. Mentalmente questo è un passo indietro anche se le caratteristiche di Conegliano, cosi alta ed efficace, non ci hanno aiutato». L'unica nota lieta è Horvath: «Dora - dice Milano - è stata ordinata e propositiva». (cla.mal)BR