Di Pietro: «L'indagine torni a De Magistris»
bROMA./b La guerra tra le Procure di Catanzaro e Salerno? «Sono cose che non devono accadere», dice il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che ha tutta l'aria di non volersene occupare mentre il ministro della giustizia Alfano, che parla di implosione della magistratura, invita il Pd a votare insieme alla maggioranza la riforma della giustizia. Veltroni invece esprime «piena solidarietà e stima al vicepresidente del Csm Nicola Mancino, cha ha svolto e svolge il suo alto e difficile incarico con equilibrio e senso delle istituzioni, in questo momento in cui è oggetto di una fuga di notizie incontrollata e priva di qualsiasi riscontro». In questo contesto, aggiunge, «appare importante e positiva l'iniziativa assunta dal presidente Napolitano, che ha chiesto chiarimenti alla Corte d'Appello di Salerno. Questo al fine di garantire, come è nei suoi compiti istituzionali, il regolare funzionamento dell'attività giudiziaria oggi messo in forse e la totale trasparenza e correttezza delle iniziative della magistratura, specie in presenza di atti d'indagine che presentano, come dice il Quirinale, ‘aspetti di eccezionalita', con rilevanti implicazioni di carattere istituzionale».BR Ma l'iniziativa del Quirinale - allargata in serata a Catanzaro - non piace a Di Pietro. Pur con «il dovuto rispetto istituzionale», l'ex pm esprime «riserve circa il modo e il tono usato: con tale decisione si rischia la criminalizzazione preventiva e preconcetta dell'attività di indagine che sta svolgendo la procura di Salerno nei confronti dei colleghi magistrati calabresi e di atti di indagine coperti da segreto istruttorio». Di Pietro comunque è convinto che «la stagione dei veleni non sia mai finita». Per questo - aggiunge Di Pietro - «fino a quando i magistrati non dicono in modo chiaro che c'è un'inchiesta nei confronti di qualcuno, non buttiamo fango. E questo è un invito che rivolgo anche all'informazione». «Per intenderci: l'inchiesta di De Magistris andava lasciata e andrebbe riconsegnata a De Magistris affinché faccia il suo dovere. La delegittimazione, la denigrazione dei magistrati mette in condizione di non sapere se quell'inchiesta poteva coinvolgere l'una o l'altra persona».BR «Napolitano fermi immediatamente quella che rischia di diventare una guerra per bande. A prescindere da chi abbia ragione, è evidente che l'unica considerazione da fare è che la magistratura calabrese va profondamente rinnovata», dichiara a sua volta il senatore della Lega Nord Roberto Castelli.BR Il vicepresidente della Camera, Maurizio Lupi (Pdl), sottolinea che «l'immagine del nostro sistema della giustizia esce compromessa da questa guerra tra bande rivali. Bene ha fatto il Capo dello Stato, garante della nostra Costituzione, a intervenire per cercare di fermare questa pericolosa deriva». Chi, come Di Pietro, la pensa diversamente, «rende un pessimo servizio al paese». (a.g.)BR