Pezzani, ultimo appello per il mutuo

bVOGHERA./bb Ultima chiamata per la casa di riposo: la vigilia di Natale scade il termine per presentare le offerte d'acquisto per la vecchia sede di via Don Minzoni: se anche la terza asta andrà deserta come le prime due, nelle casse della Pezzani non ci saranno i soldi necessari a pagare la rata da 900mila euro di mutuo che scade a gennaio. Il Cda mette i piedi avanti e ha già chiesto la cosiddetta 'rata lunga".BR /b Il consiglio di amministrazione della Pezzani, semplificando, ha chiesto alla cassa depositi e prestiti con cui ha acceso un mutuo da quasi 12 milioni di euro per costruire la nuova sede di viale Repubblica, di pagare a giugno la rata prevista a gennaio. Tra poco più di sei mesi, però, la cifra da versare comprenderà anche la prima rata del 2009 e quindi sarà doppia rispetto a quella prevista per gennaio: qualcosa come un milione e 800mila euro. Troppo per le casse della Pezzani che, ancora oggi, possono contare soltanto sulle rette degli ospiti e sui trasferimenti regionali in base alle norme dell'accreditamento. La preoccupazione ai piani alti della Pezzani è palpabile, tanto che all'ultima riunione del consiglio di amministrazione è stato convocato anche il sindaco Aurelio Torriani: è vero che oggi la Pezzani è un'azienda di servizi alla persona e quindi di fatto una società di diritto privato, ma è altrettanto vero (secondo i bene informati più vicini al Cda Pezzani) che una norma delle legge regionale in materia di residenze assistite prevede che in casi particolarmente gravi (compresa quindi l'insolvenza oppure le dimisioni del consiglio di amministrazione) la patata bollente passi nelle mani del Comune. Comune, nel caso di Voghera, che già ha rinunciato alla proprietà della vecchia sede della Pezzani per cercare di agevolare il pagamento della nuova casa di riposo. Il comitato parenti presieduto da Salvatore Micalizio da mesi sottolinea il rischio che arrivino nuovi aumenti sulle rette, ma l'unica soluzione ai problemi finanziari della Pezzani sembra passare attraverso la vendita della vecchia sede di via Don Minzoni. Vendita che in un primo momento si dava per scontata nel giro di pochi mesi, ma che da due anni è rinviata un mese dopo l'altro. Il prezzo di partenza fissato per la prima asta, fissato a livello regionale, era di 3 milioni e 800mila euro: troppo secondo la gran parte degli addetti ai lavori, troppo anche per eventuali acquirenti che non si sono presentati all'asta. Ed è andata deserta anche la seconda asta in cui il prezzo era stato ribassato del venti per cento. Alla vigilia di Natale scade la terza ed ultima chiamata: base d'asta fissata a 2 milioni e 738mila euro. E se nessuno si presentasse alla gara per acquistare l'edificio anche questa volta? La sede andrebbe sul mercato senza che sia necessario convocare una gara: in pratica il migliore offerente se la aggiudicherebbe. Offerenti in vista? Il momento non è dei migliori per il mercato immobiliare, ma sempre le fonti meglio informate e più vicine al coniglio di amministrazione raccontano che diverse realtà specializzate nel ramo delle acqusizioni immobiliari si sono presentate alla Pezzani per raccogliere elementi. Nel dettaglio, sarebbero una società di Belgioioso, una di Novi Ligure e due di Alessandria. Resta da capire quali sarebbero i tempi per l'acquisto e quindi i tempi per il versamento del corrispettivo: soldi che la Pezzani ha disperatamente bisogno per pagare il mutuo della nuova sede.BR