«Mia figlia discriminata solo perché celiaca»
b PAVIA./bb Martina ha tre anni ed è celiaca. Pasta, biscotti, pizza devono essere senza glutine. La cuoca del nido comunale Collodi prepara per lei un menù differenziato, ha i suoi ingredienti in una mensola riservata, nello scaffale della dispensa. Ma il prossimo anno Martina andrà alla materna e la mamma ha pensato di iscriverla all'istituto 'Maddalena di Canossa". «E' una scuola bella, spaziosa ma soprattutto ha una cucina interna, l'ideale per mia figlia. Invece la doccia fredda: la direttrice mi ha suggerito di rivolgermi ad altre scuole perché per loro sarebbe complicato».BR /b «Nel 2008 mi sembra una discriminazione - aggiunge la mamma di Martina - visto che purtroppo i celiaci sono tanti e ormai per loro ci sono pasti pronti anche agli autogrill, in pizzerie e ristoranti. Da mamma ho provato una grossa mortificazione per mia figlia. Il mio è un piccolo problema rispetto a genitori che hanno bambini con handicap gravi e penso a come possano sentirsi rifiutati per una diversità.».BR «Da parte nostra non c'è stato alcun rifiuto - replica suor Angela, direttrice della scuola materna delle Canossiane -. Forse la mamma mi ha frainteso. Mi è sembrata molto preoccupata e io le ho semplicemente spiegato che nel nido comunale cucineranno al massimo 50 pasti ed è facile non commettere errori. Nella nostra scuola, per quanta attenzione si faccia, si preparano 400 pasti. Mi sono messa nei panni del nostro cuoco. Per questo le ho suggerito, per la sua tranquillità, di provare a rivolgersi a una struttura più piccola. Ma non l'abbiamo mai cancellata dalla nostra lista. E' ancora qui sul foglio il suo nome, se volesse....». La mamma di Martina, amareggiata dal colloquio durante l'open day, ha pensato di segnalare il caso al ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini e all'asociazione italiana celiachia.BR «Ora mia figlia frequenta il nido comunale Collodi, in via Pollaioli, al quale mi inchino per la disponibilità del personale e della cuoca, per l'attenzione nel controllo che in nessun pasto di Martina ci sia del glutine - racconta la signora -. Alle Canossiane, istituto privato con mensa interna dove la retta è di 125 euro al mese, 4 di buono pasto e altri 200 euro di iscrizione, mi è stato detto che mia figlia si sarebbe dovuta portare il cibo da casa. La direttrice della materna mi ha chiaramente spiegato che per loro sarebbe un problema fare un pasto a parte...».BR «Si, abbiamo spiegato che avremmo richiesto ai genitori di portare gli ingredienti da casa - chiarisce la religiosa -. L'abbiamo fatto anche con un altro bambino celiaco che frequentava da noi e che oggi è in quarta elementare. Ritoccando eventualmente il buono. E non ci sono mai stati problemi. Anche stavolta, vorrei che la mamma lo sapesse, non abbiamo posto alcun rifiuto».BR