Le incisioni di Bernardino Luino esposte alla libreria Cardano

b PAVIA./b bPer presentare il volume 'Bernardino Luino: incisioni", ampia monografia dell'artista romano (classe 1951) curata da Edizioni Cardano, con la riproduzione di 45 incisioni e tiratura limitata a 500 copie, la Libreria ha organizzato una personale che apre i battenti sabato alle 18. Di scena, fino al 31 gennaio, alcune delle incisioni (rame o zinco inciso all'acquaforte), divise in tre sezioni: una dedicata alle figure e ai nudi, una a ritrarre gli interni e le nature morte e infine i paesaggi urbani.BR /b 'Aristocratico", preciso e maniacale (con un'attenzione al dettaglio degne di un amanuense), Luino si rifugia nelle frequentazioni quotidiane, nelle figure e negli spazi che vede sempre intorno a sé, negli affetti. Una accanto all'altra, le sue opere sembrano una galleria di testimonianze. La storia che le tiene insieme è sempre la stessa, ma ogni personaggio, ogni oggetto l'ha vista e la ricorda da un'inquadratura diversa. E ne porta anche impressioni e valutazioni differenti. Il lenzuolo conserva le tracce antropomorfe del corpo che l'ha sgualcito e che presto sgualcirà ancora, le tovaglie e i lini si increspano di pieghe e di forme, le stanze e gli spazi sono proprio ciò che sembrano: quinte quotidiane e domestiche in cui l'artista trascorre gran parte della vita, in cui si formano i pensieri e trascorrono le parole dette o solo pensate. Ogni tanto le quinte vengono riempite di personaggi, ogni tanto no. Capita che lo spazio domini sovrano, e le stanze dalle finestre sempre aperte siano pressoché vuote: abitate al limite da sedie, tavoli, tessuti, oggetti. E in primo piano i pavimenti, che passano da quelli a piastrelle cementizie del ‘900 milanese a quelli a doghe prospettiche tanto cari a De Chirico. Capita poi che sulle sedie, dietro i tavoli e le finestre ci sia qualcuno: una donna, un amico, l'artista stesso. Luino crea paesaggi ovattati, vedute altere, algide, altre volte riscaldate da luci dosate con sapienza. Folle e lucidissimo poeta della malinconia esistenziale, l'artista cerca di fissare le tracce che eventi e passioni hanno lasciato sul campo: quanto resta delle macerie, delle gioie e delle speranze dell'esistenza. L'importante non è correre, ma approfondire, non è filare veloci, ma immergersi nei lavori. Perché l'autore non elenca, non si attarda a descrivere, non svela segreti. Si limita a far capire che attorno a qualcosa del passato è stata tessuta quella trama ora davanti agli occhi di tutti. È impalpabile, si può soltanto immaginare quanto presumibilmente sia avvenuto o stia per accadere. I soggetti sembrano in attesa, e osservano. C'è immobilità, si ha la sensazione che il tempo sia come bloccato, fermato nell'istante. Manca l'inquietudine. Solo un po' di solitudine, di melanconia, e poi silenzio, un leggero sussurro. È importante godere in silenzio dell'attesa. Sta tutta li la magia. (c. arg.)BR 'BERNARDINO LUINO: incisioni", fino al 31 gennaio, Libreria Cardano. Info: tel. 0382 23377; www.cardano.biz.BR