Gay, il Vaticano in guerra con la Ue
b ROMA. /bbLo spauracchio di una crisi diplomatica aleggia fra Vaticano, Francia e Nazioni Unite. Motivo del contrasto la proposta francese di depenalizzare l'omosessualità nel mondo, presentata da Parigi all'Onu. L'ipotesi non piace proprio alla Santa Sede. La reazione di OltreTevere non piace affatto al mondo omosessuale e alle organizzazione impegnate contro l'omofobia.BR /b Si annuncia una lite infinita.BR La prossima settimana, il 10 dicembre, Rama Yade, ministro francese ai diritti umani, presenterà all'Onu la proposta di depenalizzazione, in occasione del 60º anniversario della Dichiarazione dei diritti dell'uomo. L'iniziativa francese è fatta in nome dei 25 Paesi dell'Unione europea, dei quali Parigi è presidente di turno. Una cinquantina di Stati l'hanno già firmata.BR Puntuale il no del Vaticano, per voce di monsignor Celestino Migliore, rappresentante della Santa Sede al Palazzo di Vetro. «Con una dichiarazione di valore politico - ha spiegato Migliore in una intervista all'agenzia francese I.Media - sottoscritta da un gruppo di Paesi, si chiede agli Stati e ai meccanismi internazionali di attuazione e controllo dei diritti umani di aggiungere nuove categorie protette alla discriminazione, senza tenere conto che, se adottate, esse creeanno nuove e implacabili discriminazioni».BR Quali siamo queste nuove intenzioni persecutorie monsignor Migliore non lo chiarisce del tutto, limitandosi a segnalare che «gli Stati che non riconoscono l'unione tra persone dello stesso sesso come 'matrimonio" verranno messi alla gogna e fatti oggetto di pressioni». Il timore del Vaticano, insomma, è sempre lo stesso. Che venga riconosciuta come famiglia, consacrata nel matrimonio, anche l'unione di persone dello stesso sesso. Su questo l'opposizione della Chiesa cattolica è ferma e più volte Benedetto XVI è intervenuto per dichiarare che «famiglia» è soltanto quella che scaturisce dall'unione di un uomo e di una donna.BR A parziale giustificazione della sua posizione negativa, il prelato ha comunque aggiunto che «il Catechismo della Chiesa cattolica dice, e non da oggi, che nei confronti delle persone omosessuali si deve evitare ogni marchio di ingiusta discriminazione». E questo è anche vero, ma significa molto spesso che della questione non si discute.BR La preoccupazione francese, al contrario, è di mettere sotto i riflettori una situazione effettivamente discrimante. La proposta alle Nazioni Unite vuole infatti segnalare l'esistenza di 91 paesi nel mondo dove l'omosessualità è ritenuta un reato penale, al punto che in alcuni di questi - tutti di osservanza religiosa islamica - i rapporti fra persone dello stesso sesso sono puniti con la morte. In altri casi le pene sono tortura e detenzione.BR A sostegno della posizione francese si sono espresse le associazioni degli omosessuali e un buon numero di politici di entrambi gli schieramenti, difendendo il diritto dello Stato laico a intervenire sul tema. Diritto esercitato da giorni, ha precisato la Farnesina, quando cioè l'Italia ha firmato insieme con i partner europei la richiesta di depenalizzazione dell'omossualità.BR Se non verrà trovata una soluzione diplomatica, poi, c'è chi annuncia battaglia senza quartiere. Le organizzazioni dei gay, fanno sapere, sono pronte a manifestare in Vaticano, sfidando il divieto per tutti di esercitare posizioni politiche in piazza San Pietro. (l.v.)BR