Traffico di rifiuti, a dicembre il processo passa da Pavia
TORRE D'ISOLA.L'inchiesta 'Pinocchio" sul traffico illecito di rifiuti, che riguarda diverse città del nord Italia, passerà per il tribunale di Pavia l'11 dicembre. In quella data la difesa di Angelo Bianchi, titolare dell'impianto Atiab di Torre D'Isola e uno degli imputati emersi dall'inchiesta (deve rispondere di gestione non autorizzata di rifiuti), presenterà le proprie istanze, convinta di poter dimostrare l'innocenza del suo assistito.
Bianchi è stato trascinato in tribunale, insieme ad altri, per aver ricevuto nel suo impianto rifiuti che, dai codici presenti sul formulario che accompagna sempre i materiali, risultavano adeguati al riutilizzo, ma che invece non erano mai stati trattati. Il materiale, di diversi quintali, proveniva dalla demolizione di un forno per la fusione del vetro presso la Saint Gobain di Villa Poma, in provincia di Mantova, passava attraverso gli impianti della Alma.Eco, da cui usciva come «trattato», e finiva in quello di Torre D'Isola.
«Ma se anche fosse vero che i rifiuti arrivassero non trattati, il mio assistito non poteva saperlo - è il commento dell'avvocato difensore Graziano Lissandrin -. Lui si è fidato del formulario. E per questa ragione l'accusa nei suoi confronti non è di attività illecita, ma solo di gestione non autorizzata di rifiuti. Accusa che noi siamo pronti a dimostrare come infondata».
E il titolare dell'impianto, Angelo Bianchi, sottolinea: «La normativa in materia di rifiuti è molto, troppo lacunosa. Il decreto prevede, ad esempio, che le analisi sui materiali vengano fatte ogni 3mila metri cubi, che serve davvero a poco. Cosi, se da un lato c'è un difetto di controllo, in altri casi si assiste a un eccesso di verifiche che si trasforma in vero e proprio accanimento nei confronti di chi lavora onestamente». (m. fio.)