Il portavoce del Papa alla radio «Hanno profanato il nome di Dio»

ROMA. «Non si può usare violenza in nome di Dio, il grido di Giovanni Paolo II, i messaggi di Assisi devono continuare a risuonare il più forte possibile. La causa della pace, la causa dell'uomo è la causa del vero Dio». Con queste parole il portavoce del Papa, padre Federico Lombardi, ha commentato ieri alla Radio Vaticana gli attentati a Mumbai, che «con quasi 200 morti e centinaia di feriti, hanno precipitato l'India e gran parte del mondo nell'angoscia».
«La gravità micidiale e l'evidente intenzione di colpire il cuore di un grande Paese - ha osservato il gesuita - hanno richiamato alla mente l'11 settembre a New York, poi Madrid, Londra. Le tensioni e i conflitti che agitano da lungo tempo il subcontinente indiano vengono deliberatamente individuati come punto critico su cui operare per far divampare un incendio ancora più spaventoso, le cui conseguenze sono difficilmente immaginabili, date le dimensioni demografiche dell'Asia meridionale e il suo ruolo nello sviluppo mondiale. La pietà e il dolore per le vittime di questi giorni si intensificano quindi al pensiero del dolore immenso che insensati e lucidi operatori di odio vogliono moltiplicare per innumerevoli persone».
Secondo padre Lombardi, «è orribile che nel mondo di oggi la religione si mescoli con la violenza. Il fondamentalismo è uno dei rischi più drammatici dell'umanità».