Università, Bologna «calpesta» i ricercatori

ROMA. Il mondo della scuola scende ancora in piazza e chiede al governo di fare dietro front sulla riforma scolastica. Dopo le manifestazioni di venerdi, anche quella di ieri è stata una giornata di cortei che da Milano a Bologna fino a Roma hanno unito simbolicamente il paese in un coro di «no» al decreto legge Gelmini.
Tre i cortei milanesi che sono confluiti nel pomeriggio a piazza Duomo. Diecimila i partecipanti tra studenti delle scuole medie superiori e universitari, ricercatori, professori, genitori, bambini, personale tecnico amministrativo Ata e maestre di Rete Scuole, esponenti di partiti della sinistra e dei sindacati. «Io non ci sto. Il futuro è di chi lo ricerca», il leitmotiv dell'iniziativa di Onda Anomala che anagrammando il proprio appellativo ha dato vita, prima sul web e poi sugli striscioni, al ministro dell'Istruzione antagonista di Mariastella Gelmini, Anna Adamolo.
Un gruppo di ragazzi però, si è staccato dal corteo e ha disegnato il volto virtuale della Adamolo sui muri della città con la vernice spray, una bravata che potrebbe costare ai responsabili una multa di 500 euro. Tra slogan contro il governo, il ministro Brunetta e la Gelmini, e richieste di abolizione della riforma sulla scuola, la manifestazione di Milano, come le altre, è stata l'occasione per i sindacati di base, Cub, Cobas e Sdl, per dare ancora una volta appuntamento al 12 dicembre, giorno dello sciopero generale.
Pacifica la protesta/festa organizzata a Roma, a piazza Bocca della verità, da genitori, docenti e studenti, aderenti al coordinamento «Non rubate il futuro». «Ma che senso ha tagliare i fondi alla scuola che è una risorsa fondamentale per il futuro? - si domanda l'onorevole Maria Coscia, del Pd - Si devono razionalizzare gli sprechi, si deve intervenire sulla riqualificazione della spesa ma non si può tagliare e basta». Tanti anche i bambini che al loro arrivo in piazza hanno trovato un laboratorio all'aperto per dipingere, modellare la creta e costruire forme di legno.
Decisamente singolare invece, la forma di protesta dei ricercatori universitari di Bologna. Una sorta di patchwork di fotografie di 1.800 volti di persone che lavorano nel mondo della ricerca italiana ha completamente ricoperto il Crescentone di piazza Maggiore. Ben preciso l'appello rivolto ai passanti invitati a camminarci sopra per simboleggiare come i diritti di questa categoria vengano calpestati. All'iniziativa, nata e diffusa rapidamente in rete, hanno aderito rappresentanti di 215 tra istituti, enti e università, perfino un 3 per cento proveniente dall'estero ha voluto partecipare. Ai lati della piazza i ricercatori hanno presentato esperimenti, cercando di spiegare in maniera semplice e divertente alcuni principi della fisica e della chimica: particolare successo, soprattutto fra i bambini, ha riscosso l'esperimento delle «fontane di Coca Cola» provocato dalle caramelle «Mentos», grazie a una reazione dell'anidride carbonica.