Al Carcano di Milano va in scena Goldoni

MILANO.'La vedova scaltra", una delle prime commedie 'riformate" di Goldoni, è una variazione sul tema degli espedienti che una giovane, piacente vedova pone in atto per mettere alla prova quattro corteggiatori - un monsieur vanesio, un grande di Spagna altezzoso, un conte italiano passionale, un milord compassato - e decidere a chi concedere la sua mano. Fra rivalità, equivoci, voltafaccia e smaccate dimostrazioni dei rispettivi vizi, le manovre dei nobili signori passano per il tradizionale canale dei servi, culminando nel momento della verità quando Rosaura, maschera fra le maschere del Carnevale, tenta via via i quattro spasimanti, tra i quali sceglie l'italiano, perché la gelosia lo rende fragile e perciò dominabile. II calcolo vince: lei, giovane borghese, ha provveduto a costruire il proprio futuro con gelida determinazione. Dalla riduzione di questo testo Lina Wertmüller ha tratto uno spettacolo lineare, allegro, spiritoso, con gustose trovate, un ritmo scorrevole, sottolineature caricaturali, collocato nella scena visionaria e un po' barocca di Enrico Job, un enorme letto matrimoniale tutto lenzuola, cuscini e trine, sorta di roccaforte che i pretendenti cercano buffamente di scalare.
Grintosa ed effervescente, intrisa di cinismo, ipocrisia e sensualità razionale, Raffaella Azim disegna Rosaura con ironia e divertimento, guidandola vivacemente nella raffinata schermaglia con Roberto Valerio, Paolo Zuccari, Massimo Grigò, Fabio Mascagni che calzano alla perfezione i caratteri stravaganti e umoristici dei quattro amanti. Occasioni di divertimento sono offerte, però, anche da Gianni Cannavacciuolo, estroso Arlecchino, e da Elena d'Anna, simpatica Marionette. (f. cor.)
Al Teatro Carcano di Milano fino al 7 dicembre.