Tagli agli insegnanti, è protesta
PAVIA. Maria Antonia Sartirana ha quasi le lacrime agli occhi. Tra le mani tiene il Piano programmatico che ridisegna il nuovo monte ore e gli insegnamenti all'istituto per ragionieri e geometri 'Bordoni" a partire dal prossimo anno. Il governo ha previsto una riduzione delle ore da 36 a 32 e il taglio di alcuni insegnamenti. «Non è più prevista chimica, la mia materia - spiega Maria Antonia -. E neppure elaborazione testi (informatica). Io e altri sei miei colleghi non sappiamo cosa faremo. E i ragazzi, che già si sostiene siano deboli nella preparazione scientifica, avranno ancora più difficoltà». Il 'Bordoni" è solo un caso. A Pavia potrebbero essere tagliate parecchie decine di docenti, finendo nel vortice anche istituti tecnici come l'Iti 'Cardano" e professionali come l'Ipsia 'Cremona". «Nel nostro caso - spiega il preside dell'Iti, Stefano De Luca - la riduzione delle ore di insegnamento si potrebbe tradurre in una ventina di professori in meno sugli attuali 180».
«Ho 43 anni, due lauree, una in Chimica e l'altra in Farmacia, un dottorato e una specialità. Mi sono sobbarcata 15 anni di precariato, da due anni sono di ruolo e ora mi sento dire che non potrò più insegnare Chimica. E che dovranno riconvertirmi, anche se non si sa in che modo». Maria Antonia al 'Bordoni" è in buona compagnia: altre tre colleghe, pure insegnanti di Chimica, sono nelle sue condizioni, come le tre che si occupano del Trattamento testi (Informatica).
«Secondo il nuovo Piano programmatico si tratta di materie che possono essere accorpate ad altri insegnamenti - sottolinea -. Mi chiedo quali, e come ciò possa essere fatto, visto che non c'entrano nulla col resto».
In attesa dei decreti attuativi anche l'Iti, con i suoi indirizzi di Meccanica, Elettronica e Informatica, si prepara a un futuro in trasformazione. Futuro che nella migliore delle ipotesi sarà operativo dal 2009-2010.
«Secondo quanto si prospetta, le classi prime perderanno 3 ore di Geografia e un'ora tra Fisica e Chimica (queste due ultime materie saranno accorpate creando Scienze integrate) - spiega De Luca -. Le classi seconde perderanno tre ore di tecnologia e disegno, oltre a un'ora di Fisica e Chimica. Terze, quarte e quinte cederanno due ore di diritto e due nella materia di indirizzo. In questo caso è stata creata la nuova materia Storia, cittadinanza e Costituzione».
«Sul piano didattico-pedagogico in questo modo si va a ricostruire la interdisciplinarietà della conoscenza, con materie curvate sull'insegnamento professionale - prosegue De Luca -. Cosi facendo sarà impiegata una ventina di professori in meno sui 180 attuali. Ma gli insegnanti potrebbero essere riconvertiti lavorando su progetti, tenendo comunque conto del fatto che di mobilità si può parlare non per ogni singola scuola ma a livello provinciale».
Di incertezza parla invece Angela Colli, dirigente scolastica dell'istituto professionale 'Cremona". «Sappiamo che è prevista una riduzione da 36 a 32 ore - spiega -. Anche se non è ancora chiaro su quali materie si farà il taglio. E' importante il fatto che le professionali conservino una loro valenza. Si tratterà di raccordarsi meglio con le Regioni, e comunque l'Ipsia 'Cremona" rimarrà un istituto di cinque anni».
«Tenere i ragazzi a scuola 36 ore era pesante - prosegue Colli -. Una razionalizzazione può anche essere positiva. Oggi i nostri studenti sono 650, gli insegnanti una settantina, mentre del personale Ata fanno parte trenta dipendenti. Abbiamo molte copresenze, laboratori e ottime attrezzature, soprattutto per gli Odontotecnici. Speriamo che non si decida di tagliare anche le materie professionalizzanti. In attesa di certezze, per il momento, portiamo avanti un piano di lavoro che comprenderà un ampio ventaglio di materie».