Borse in altalena, Milano sorride

MILANO. Timide. Ma non negative. Le Borse europee dopo un avvio negativo hanno recuperato sull'onda degli Stati Uniti e hanno chiuso la seduta in sostanziale pareggio.
Parigi ha perso l'1,24%, Londra lo 0,4%, a Francoforte il Dax ha invece guadagnato lo 0,38%. A Piazza Affari l'S&P/Mib, è salito dello 0,88% e il Mibtel ha guadagnato lo 0,65 per cento.
Sull'andamento dei listini ha ovviamente inciso la pubblicazione dei dati macro Usa che, seppur in maniera contrastata, fotografano un'economia che appare in difficoltà, ma in modo meno drammatico del previsto.
I listini a livello globale sono stati influenzati anche dalla notizia del taglio dei tassi in Cina: la Banca Centrale di Pechino ha abbassato i tassi base di 1,08%. È il quarto taglio da metà settembre e il terzo da ottobre.
Il costo di un prestito bancario a un anno, ha comunicato la Banca Centrale, cala cosi al 5,58% dal 6,66%, mentre il tasso base su depositi e prestiti a un anno scende al 2,52% dal 3,60%. Il taglio effettuato è superiore sia alle precedenti riduzioni di 27 punti base, sia alle attese di mercato, intorno ai 54-81 punti base. Wall Street, dal canto suo, dopo la pubblicazione dei dati macro sull'economia è riuscita a rialzare la testa: il Dow Jones guadagnava a metà seduta lo 0,26% mentre il Nasdaq guadagna il 2,25 per cento.
Continua, intanto, il rallentamento dell'industria Usa, in particolare la manifatturiera. Nel mese di ottobre, gli ordinativi dei beni durevoli sono scesi del 6,2%, peggio delle previsioni che erano per un -2,5%.
Si tratta della maggiore flessione dall'ottobre 2006 (-8,3%) spiega il dipartimento Usa al commercio. Esclusi i mezzi di trasporto, la flessione risulta pari a -4,4%, la peggiore performance dal gennaio 2002. Il problema, quindi, non è più circoscritto soltanto alle auto.
Se l'industria frena almeno per la settimana al 22 novembre le richieste di sussidi di disoccupazione sono invece calate di 14mila unità a un totale di 529mila. Il dato, è migliore delle attese che prevedevano 537mila richieste dopo le 543mila (riviste) della settimana precedente. Tuttavia, la media mobile delle ultime quattro settimane vede la cifra in aumento a 518mila dalle 507mila della settimana precedente. Si tratta di un dato che eguaglia il record di 518mila unità del gennaio 1983.
Infine, le case. In ottobre le vendite di case nuove degli Stati Uniti hanno segnato un ribasso del 5,3%, dopo il rialzo dello 0,7% di settembre. Il valore del dato, reso noto dal dipartimento del Commercio americano, è peggiore delle previsioni. (a.d.s.)