Al Voghera tira aria di epurazione
VOGHERA. Parlarne forse ha portato sfiga, nel senso che dopo il 3-1 rifilato nel derby al CasteggioBroni, la marcia di avvicinamento al Renate in vista dello scontro diretto del 7 dicembre, è diventata una via crucis. Due stop di fila (Caravaggese e Darfo), la panchina di Lombardo che salta, una crisi tecnica aperta al buio, senza un successore già designato e con la squadra affidata provvisoriamente al dt-tuttofare Fantoni. Intanto, altre teste potrebbero cadere dopo quella di Lombardo: al Voghera tira aria di epurazione.
Il più a rischio, in questo momento, appare Josè La Cagnina: l'attaccante ex azzurro (del Pavia) è ancora a secco di gol e il suo ingaggio è uno dei più onerosi del monte stipendi rossonero. La sensazione è che il taglio verrà ufficializzato non appena la società avrà messo le mani su un'altra punta, pista sulla quale è sguinzagliato il ds Carmignani, mentre Fantoni cura le trattative per l'ingaggio del nuovo allenatore, fronte sul quale non si registrano novità di giornata, anche se dalla società trapela la voce che per l'annuncio potrebbe essere questione di pochi giorni, se non di ore.
Le scadenze, però, incalzano, il campionato non lascia spazio a pause di riflessione. Domenica c'è la trasferta di Lodi, contro un Fanfulla ultimo della classe: può essere l'occasione per una bella boccata d'ossigeno, ma anche un trabocchetto. Un altro risultato negativo - tocchiamo ferro, naturalmente - trasformerebbe la crisi in psicodramma, obbligando il Voghera a guardarsi seriamente alle spalle, visto che già adesso è soltanto 5 punti sopra la zona play-out. Ma come si è arrivati a questo punto? Ecco una disamina delle ragioni del profondo malessere rossonero.
Le scelte errate di mercato.I veterani di lungo corso Luca Lomi, classe 1971, e Josè La Cagnina, 1973, dovevano essere i dioscuri della stagione rossonera, gli assi nella manica che avrebbero garantito il salto di qualità alla squadra. Invece il primo è stato messo fuori rosa dopo cinque giornate e il secondo, come già accennato, potrebbe seguirne la sorte fra poco.
Gli equivoci tattici.Lombardo ha cambiato formazione in modo pressochè sistematico, segno che era sempre alla ricerca del miglior assetto tattico. Ha puntato a lungo sul 4-4-2, modulo che richiede elevata qualità sulle fasce per far lievitare la manovra, ma proprio sugli esterni il Voghera appare più deficitario. Panigada è troppo discontinuo, Angelotti è andato a corrente alternata, ai pedalatori Finelli e Coccu non si può chiedere di fare il Causio o il Bruno Conti. Minari, possibile trequartista nel 4-3-1-2 o nel 4-4-1-1, è ancora un incognita e dell'alternativa (nel ruolo) La Cagnina si è detto.
Tensione panchina-società.Fra Lombardo e Ascagni la luna di miele è finita quasi subito, alle punture di spillo della dirigenza contro il tecnico sono presto seguite le critiche aperte, e il contrasto non ha certo fatto bene al clima generale di società e squadra.