I numeri del disagio, famiglie da aiutare
GROPELLO. Su dieci bambini due presentano disturbi neuropsichiatrici, uno un ritardo nelle capacità cognitive, il tre per cento delle giovanissime ha problemi di anoressia e bulimia, mentre l'epilessia colpisce lo 0,5% e il 42% dei ragazzi fa uso di droghe. Numeri allarmanti che raccontano di una pressione epidemiologica fortissima sulle strutture assistenziali e di un numero crescente di famiglie bisognose di sostegno. Se ne è parlato ieri mattina, in sala Cantoni, durante il convegno sulla disabilità promosso dall'Udc provinciale. Tra i relatori, il senatore Gianpiero D'Alia.
Il convegno è servito a fare il punto sulla disabilità, intesa come necessità di «Presa in carico della persona e dei familiari», come anticipava il titolo della giornata, a partire dalle esperienze di realtà in prima linea come la Fucina, l'Anffas e il reparto di Neuropsichiatria infantile del Mondino di Pavia, presenti rispettivamente con il presidente Manzini, Torselli e il direttore Balottin. Tutti concordi nel sostenere che «la disabilità ha numeri importanti e coinvolge tante famiglie a cui a un certo punto della vita crolla il mondo addosso». Servono «maggiori risorse rispetto alle attuali» e una politica che «si lasci guidare da realtà come queste, gestite da professionisti con esperienza e sensibilità». I genitori di bambini disabili «hanno ancora la speranza, ma quando passano gli anni si lasciano andare - si è soffermata Maria Pia Manzini della Fucina -. Noi seguiamo i ragazzi oltre l'età della scuola, quelli che le imprese non vogliono perché si confonde la produttività con il lavorare». Famiglie che si chiudono e che non sempre «sanno accettare - ha rimarcato poi Torselli -. Ecco perché è tanto importante la continuità di rapporto con i medici e il personale di assistenza sulla base di un progetto condiviso». Anche a Gropello «la disabilità non è più come un tempo - il commento dell'assessore ai Servizi sociali Angela Rapetti -. Oggi entrano in gioco i disturbi comportamentali inseriti in contesti familiari fragili. Non è possibile pensare di intervenire senza dialogare con la famiglia e la scuola». E la politica? «Massifica, cavalca la demagogia, si dimostra forte con i deboli e debole con i forti», ha chiuso D'Alia: «Cosa c'entrano i fannulloni con i genitori di questi ragazzi, che si sono visti ridurre i permessi per assistere i loro figli?».
Simona Bombonato