Catturato il figlio del boss

ROMA.Un «uomo di fuoco», come lo ha definito uno dei pentiti, e sei, massimo sette, fiancheggiatori con una enorme disponibilità di denaro per coprirgli la latitanza. Con l'arresto di Gianluca Bidognetti, figlio ventenne del boss Francesco «Cicciotto 'e mezzanotte», inquirenti e investigatori hanno stretto ancora di più il cerchio attorno a Giuseppe Setola, il capo di quell'ala stragista dei Casalesi che da maggio ha insanguinato il casertano con decine di omicidi, compresa la strage degli immigrati a Castelvolturno. E che potrebbe avere a disposizione anche dell'esplosivo per mettere a segno «il grande botto».
L'azione costante di forze di polizia e magistratura ha costretto Setola a starsene ben nascosto e ad osservare i suoi uomini cadere uno ad uno; ma ciò non vuol dire che è sconfitto. Anzi. «Ormai gli sono rimasti accanto soltanto i fedelissimi - racconta una fonte investigativa - quelli che difficilmente lo tradiranno. E per coprirsi la latitanza ha a disposizione una montagna di denaro. Ma non escluderei che i suoi appoggi arrivino anche in altre regioni e coinvolgano altre organizzazioni criminali». Senza considerare che il gruppo di Setola si è mosso, e si muove, con una sorta di «via libera» di Francesco «Sandokan» Schiavone, in carcere ma ritenuto ancora il capo dei Casalesi. Setola ha compiuto 38 anni il 5 novembre, e fino ad otto mesi fa era al 41 bis nel carcere di Cuneo. Da li è uscito grazie ad una perizia oculistica che gli diagnosticava una «gravissima patologia retinica» e che ha indotto la procura di Santa Maria Capua Vetere a trasformare la detenzione in carcere in arresti domiciliari in una struttura riabilitativa a Pavia, dalla quale è fuggito a fine marzo, pochi giorni dopo il ricovero.