Piazza Botta respira
Leggendo la lettera riguardante piazza Botta, inviata dall'Associazione dei commercianti alla Provincia pavese, ci siamo chiesti quale realtà abbiano potuto osservare relativamente alla presunta 'vivibilità" della piazza, prima della limitazione del traffico. Noi, che vi abitiamo da lungo tempo, negli anni Novanta, con la piazza soffocata dalle macchine, osservavamo presenze serali e notturne di tossicodipendenti che sciacquavano siringhe (e a volte le abbandonavano) nella fontanella del giardinetto; subivamo furti di biciclette fuori e dentro i cortili, anche in pieno giorno; non infrequentemente al mattino notavamo i vetri delle macchine infranti presumibilmente per sottrarre autoradio o altro ritenuto interessante. Inoltre non mancavano, anche in pieno giorno, favoriti dal caos, furti delle stesse macchine.
La piazza era letteralmente ricoperta di autovetture: occupata la parte centrale a dismisura, occupati i lati e in buona parte anche i marciapiedi che risultavano impercorribili, negando una decorosa fruibilità della piazza ai pedoni ed in particolare agli anziani e alle mamme con la carrozzina. Le poche strisce di acciottolato percorribili tra le file di macchine parcheggiate erano invase dal carosello di autovetture alla ricerca del parcheggio; autovetture che, sovente senza averlo trovato, formavano lunghe code per uscire in viale Matteotti.
La situazione lamentata di recente da alcuni residenti della piazza, quelli più vicini al giardinetto, non è diversa dalle realtà che purtroppo ricorrono in altre zone della città. L'imbrattamento dei muri avviene in aree a traffico limitato e non, cosi come gli schiamazzi notturni; vedasi quanto di recente lamentato per l'area verde di viale Matteotti che non è arteria a traffico limitato. Vicende, le prime come le ultime, che richiederebbero un sistematico controllo del territorio da realizzarsi in collaborazione con le forze dell'ordine ed anche con l'ausilio di telecamere strategiche. Situazioni non certamente risolvibili con semplicistiche e strumentali nostalgie di presunte «vivibilità» precedenti.
Piazza Botta oggi non è come i commercianti scrivono «dei soliti pochi»; al contrario è stata restituita a tutti coloro che, pavesi e non, vogliano percorrerla a piedi o in bicicletta, osservarla, riscoprendone tutta la bellezza neoclassica; è stata restituita in ogni caso ai potenziali usi di incontro e di socializzazione che le amministrazioni decideranno di promuovere.
Inoltre non riteniamo che l'attuale situazione della piazza allontani i clienti potenziali dai negozi. Meglio un'area di parcheggio lievemente più lontana, ma certa, per dedicare tutto il tempo disponibile allo shopping, senza stressanti caroselli in aree intasate dal traffico. Siamo convinti che su tale questione i commercianti ripetano, come già avvenuto in passato, un evidente errore di valutazione; è dimostrato da centinaia di centri storici italiani ed europei che la limitazione del traffico in tali aree tanto più è sistematica e ben organizzata e tanto più favorisce il commercio di qualità.
Per concludere non possiamo che condividere pienamente le parole del direttore della Provincia pavese, Pierangela Fiorani, che si augura che Pavia possa essere «degna di miglior sorte»; sorte che sarà anche determinata dalla volontà delle Amministrazioni di realizzare scelte lungimiranti nella direzione di una mobilità sostenibile.
Silvana Perotti Nicoletta CammiPavia