Precari in Croce rossa, appello ai sindaci

PAVIA. Su 120 lavoratori della Croce Rossa in provincia di Pavia, cento sono precari. Una percentuale altissima di persone che, dopo sei anni di servizio su ambulanze e auto mediche, rischia di perdere il proprio posto di lavoro entro la fine dell'anno. «Sono lavoratori senza prospettive, che dovevano essere assunti ma che la Finanziaria sta emarginando», spiega Massimiliano Preti, della Fp-Cgil. Il sindacato lancia ora un appello ai sindaci dei Comuni di Pavia, Vigevano, Voghera, Valle Lomellina, Mortara, Mede e Stradella per avviare un confronto pubblico.
Il sindacato ha già incontrato il prefetto di Pavia, Ferdinando Buffoni, che ha a sua volta scritto una lettera alla Presidenza del consiglio. A livello nazionale sono 1.800 i lavoratori precari della Croce Rossa, 800 in Lombardia, 100 a Pavia.
«Sono lavoratori altamente professionalizzati - spiega Preti -, come ha dimostrato, fra l'altro, lo sciopero indetto il 7 novembre: i lavoratori sono stati tutti precettati. Questo vuol dire che questi precari costituiscono risorse in grado di garantire un servizio pubblico ed essenziale. E allora perché vengono ancora tenuti senza alcuna tutela? Ora questa professionalità rischia di essere dispersa».
Preti spiega perché. «Questi lavoratori hanno vinto un concorso pubblico - chiarisce -. Nella finanziaria precedente era previsto un percorso di stabilizzazione per chi aveva maturato 3 anni di anzianità di servizio al 27 settembre 2007. La Finanzaria di quest'anno ha cassato i commi che indicavano questa possibilità, cosi questi lavoratori, se non si fa qualcosa al più persto, perderanno il posto di lavoro».
Il sindacato, va detto, è riuscito comunque ad ottenere una proroga fino al 30 giugno, affinché il governo possa avere il tempo di disporre concorsi attraverso cui assumere i precari.
«Anche i sindaci però devono attivarsi - sottolinea Preti - perché il territorio non può permettersi di perdere altri posti di lavoro. Appare evidente che se i sindaci dei paesi coinvolti, dove operano questi lavoratori, e anche i parlamentari locali non affronteranno in maniera invisiva questa problematica rischiamo di vedere ancora una volta il nostro territorio penalizzato. Il prefetto ha già ricevuto una delegazione di lavoratori e ha espresso una forte preoccupazione per il futuro di queste persone, oggi più che mai a rischio».