«La mafia? E' anche qui al nord»


PAVIA.«La solidarietà espressa a Saviano in manifestazioni come quella di Pavia ha un enorme valore». Parla Giancarlo Caselli, procuratore generale presso la Corte d'appello di Torino, figura storica della lotta antimafia.
«La mafia - risponde - nel suo totalitarismo non tollera le critiche. Purtroppo la sua storia è costellata di violenze e di omicidi contro i giornalisti considerati, da questi criminali, 'fastidiosi": De Mauro, Alfano, Francese, Pippo Fava, Siani, Rostagno e Peppino Impastato, che con la sua radio Aut usava dire in faccia a Gaetano Badalamenti e agli altri boss che la mafia è 'un mucchio di merda". Questo significa che, al di là di ogni possibile dubbio, se mai i dubbi fossero possibili, Saviano rischia davvero e rischia grosso».
Perchè?
«Perchè ha scritto un libro di grande successo. Perchè da questo libro è stato tratto un film addirittura candidato all'Oscar. Perchè continua a scrivere, su vari giornali, articoli di denuncia della camorra. Perchè Saviano ha fatto anche di più: ha partecipato a una manifestazione pubblica nella piazza di Casal di Principe, con la contestazione violenta del padre del famigerato 'Sandokan" Schiavone. Perchè ha presenziato alle udienze del processo contro il Clan dei Casalesi, contribuendo a risvegliare l'attenzione di un'opinione pubblica molto distratta. Perchè ha sostenuto più volte il magistrato Cantone, pubblico ministero di quel processo».
Saviano piace ai giovani.
«Perchè scrive e illustra cose che li convincono e li motivano. Tutte cose, queste, che la mafia non può sopportare. Soprattutto insopportabile, nella logica criminale dei mafiosi, è che Saviano parli non soltanto dei morti ammazzati per strada che tutti vedono, ma anche del lato oscuro del potere mafioso. Spiega che la mafia non è soltanto potere criminale, ma anche potere economico, politico e sociale. Saviano insiste soprattutto sull'impero economico dei Casalesi, che ha ramificazioni ben oltre i confini della regione Campania. Cosi egli dimostra come l'impresa criminale mafiosa, che si trasforma in impresa economica, sta alterando il funzionamento del mercato e della concorrenza. In parole povere, gli interventi di Saviano solo la migliore 'divulgazione" che la mafia è questione nazionale, che investe l'economia dell'intero Paese, e quindi il futuro di tutti noi. Saviano disvela la spina dorsale del sistema di potere mafioso».
Conta molto la solidarietà del Nord a Saviano?
«Si, è solidarietà anche verso noi stessi. Quel che Saviano denuncia mette in causa la qualità della nostra democrazia».
La magistratura antimafia conferma le infiltrazioni mafiose in provincia di Pavia. Che ne pensa?
«So che pensare che le mafie siano un problema soltanto del Mezzogiorno è essere miopi o, peggio, non voler vedere una realtà che è di tutta evidenza. Le mafie hanno nel loro Dna una forte espansività. Il riciclaggio comporta l'esigenza di investire dove, circolando già molto denaro, quello sporco si nota meno. Conseguenza elementare: non esistono zone franche rispetto al pericolo di infiltrazione mafiosa attraverso il riciclaggio e le zone più ricche sono anche le più soggette a questa infiltrazione. Vorrei chiudere con una considerazione. Nel 1983 un insediamento ndranghetista a Torino uccise il procuratore della Repubblica Bruno Caccia. Lo dice una sentenza definitiva della Cassazione. Come si vede, le infiltrazioni delle mafie al Nord sono cose ben risalenti nel tempo e continuano tutt'oggi».

Sisto Capra